Il Tirreno

Empoli

la rinascita della villa medicea  

Uffizi all’Ambrogiana, si parte davvero Franceschini: «Progetto nazionale»

Viola Centi
Uffizi all’Ambrogiana, si parte davvero Franceschini: «Progetto nazionale»

Per ristrutturare l’ex Ospedale psichiatrico serviranno 35 milioni di euro. Intanto via al cantiere per l’adeguamento sismico

4 MINUTI DI LETTURA





Viola Centi

Montelupo. Un impegno da 35 milioni di euro, ma forse anche di più: l'impresa Uffizi alla villa dell'Ambrogiana di Montelupo Fiorentino sta per iniziare davvero, con i primi lavori, a carico della Soprintendenza, che riguarderanno l'adeguamento sismico. Ancora non si parla di abbattere il muro perimetrale dell'ex Ospedale psichiatrico giudiziario della Toscana, ma si continuano a gettare invece le basi, mattone su mattone, di quello che è il progetto culturale più importante e rivoluzionario degli ultimi anni.

E ieri, di mattoni, ne son stati posati parecchi: per la prima volta, un Ministro della cultura ha visitato la villa dell'Ambrogiana. Dario Franceschini, accompagnato dallo stuolo dei sindaci dell'Empolese-Valdelsa, guidato da Paolo Masetti, primo cittadino della Città della ceramica, e dall'onorevole montelupino, Luca Lotti, Eugenio Giani, governatore della Regione, e ovviamente l'ideatore del progetto, il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha potuto visitare l'intero complesso, che oltre alla villa medicea, comprende i padiglioni dove erano ricoverati i pazienti e la grotta di approdo sull'Arno.

«E’ evidente – ha detto Franceschini a margine della visita – che serve un progetto di recupero nazionale, sia per la dimensione della villa, sia per le risorse che saranno necessarie. Il Ministero è presente e lavorerà insieme al Comune e alla Regione per raccogliere le energie e i fondi per recuperare questa villa Medicea e trasformarla in un attrattore unico per tutto il Paese».

L'idea, una volta conclusi i lavori di recupero dell'intero complesso (60mila metri quadri di proprietà del Demanio), è quella di sfruttare la presenza delle opere degli Uffizi a Montelupo per decongestionare i siti turistici in passato presi d'assalto e che oggi rischiano, nel post-Covid, di essere di nuovo travolti da masse di visitatori. «C'è una strategia su cui il Paese dovrà ragionare, e su cui stiamo ragionando – ha spiegato Franceschini – perché il turismo internazionale sta già tornando e tornerà imponente come era fino a fine 2019, con le grandi opportunità ed i grandi problemi che sono l'intasamento delle città d'arte e di alcuni luoghi delle città d'arte. Non è più solo un'esigenza per diffondere crescita e ricchezza, ma anche per decongestionare luoghi con problemi di overbooking».

E Montelupo, con il collegamento ferroviario che arriva direttamente nel centro di Firenze e la vicinanza dalla Fi-Pi-Li, è il «cuore della Toscana, a non più di 40-50 chilometri ci sono Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno, Siena - ha detto Giani - Questo è il vero baricentro della Toscana e è un progetto che può dare davvero un senso a quella volontà di rendere più capillare una presenza turistica che oggi segna un fatto storico».

Raggiante il sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, che si è trovato ad accogliere il primo ministro della Cultura in visita nel territorio: «Nella giornata di oggi risulta finalmente convergente a tutti i livelli istituzionali l'intenzione di recuperare la Villa. Ora – ha aggiunto – si tratta di definire gli strumenti amministrativi più efficaci per concretizzare un intervento per il quale ci stiamo impegnando da anni».

E qualcosa infatti si sta già muovendo, dato che il Demanio e la Sovrintendenza, sotto la guida dell'architetto Gabriele Nannetti, hanno già iniziato a realizzare alcuni interventi di saggi e recupero all'interno della Villa, così come la grotta, l'approdo fluviale, unico nel suo genere, che è già in fare di restauro.

«I tecnici sono pronti. Alcuni lavori, per altro stanno per partire e riguardano la messa in sicurezza da un punto di vista sismico e sono a cura della Soprintendenza – ha spiegato Schmidt - Grazie a questa idea di far rivivere l'Ambrogiana avremo un grande volano non solo per la Toscana ma per tutto il paese. Qui potremmo riportare centinaia di opere che giacciono nei depositi: dalle nature morte del Bimbi, (ovviamente non quelle che sono già esposte a Poggio a Caiano) fino alle opere religiose del Cinqui che decoravano il "fratello" del corridoio Vasariano che è proprio qui a Montelupo, nel mezzo della natura. E l'uno non si può vedere senza l'altro, in una grande sinergia che creerà movimento turistico e quindi posti di lavoro».

Posti di lavoro che – in un momento storico così complesso – sono attesi in gloria, così come il possibile indotto portato dall'apertura degli Uffizi a Montelupo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca