Lutto
Uffizi all’Ambrogiana, si parte davvero Franceschini: «Progetto nazionale»
Per ristrutturare l’ex Ospedale psichiatrico serviranno 35 milioni di euro. Intanto via al cantiere per l’adeguamento sismico
Viola Centi
Montelupo. Un impegno da 35 milioni di euro, ma forse anche di più: l'impresa Uffizi alla villa dell'Ambrogiana di Montelupo Fiorentino sta per iniziare davvero, con i primi lavori, a carico della Soprintendenza, che riguarderanno l'adeguamento sismico. Ancora non si parla di abbattere il muro perimetrale dell'ex Ospedale psichiatrico giudiziario della Toscana, ma si continuano a gettare invece le basi, mattone su mattone, di quello che è il progetto culturale più importante e rivoluzionario degli ultimi anni.
E ieri, di mattoni, ne son stati posati parecchi: per la prima volta, un Ministro della cultura ha visitato la villa dell'Ambrogiana. Dario Franceschini, accompagnato dallo stuolo dei sindaci dell'Empolese-Valdelsa, guidato da Paolo Masetti, primo cittadino della Città della ceramica, e dall'onorevole montelupino, Luca Lotti, Eugenio Giani, governatore della Regione, e ovviamente l'ideatore del progetto, il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha potuto visitare l'intero complesso, che oltre alla villa medicea, comprende i padiglioni dove erano ricoverati i pazienti e la grotta di approdo sull'Arno.
«E’ evidente – ha detto Franceschini a margine della visita – che serve un progetto di recupero nazionale, sia per la dimensione della villa, sia per le risorse che saranno necessarie. Il Ministero è presente e lavorerà insieme al Comune e alla Regione per raccogliere le energie e i fondi per recuperare questa villa Medicea e trasformarla in un attrattore unico per tutto il Paese».
L'idea, una volta conclusi i lavori di recupero dell'intero complesso (60mila metri quadri di proprietà del Demanio), è quella di sfruttare la presenza delle opere degli Uffizi a Montelupo per decongestionare i siti turistici in passato presi d'assalto e che oggi rischiano, nel post-Covid, di essere di nuovo travolti da masse di visitatori. «C'è una strategia su cui il Paese dovrà ragionare, e su cui stiamo ragionando – ha spiegato Franceschini – perché il turismo internazionale sta già tornando e tornerà imponente come era fino a fine 2019, con le grandi opportunità ed i grandi problemi che sono l'intasamento delle città d'arte e di alcuni luoghi delle città d'arte. Non è più solo un'esigenza per diffondere crescita e ricchezza, ma anche per decongestionare luoghi con problemi di overbooking».
E Montelupo, con il collegamento ferroviario che arriva direttamente nel centro di Firenze e la vicinanza dalla Fi-Pi-Li, è il «cuore della Toscana, a non più di 40-50 chilometri ci sono Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno, Siena - ha detto Giani - Questo è il vero baricentro della Toscana e è un progetto che può dare davvero un senso a quella volontà di rendere più capillare una presenza turistica che oggi segna un fatto storico».
Raggiante il sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, che si è trovato ad accogliere il primo ministro della Cultura in visita nel territorio: «Nella giornata di oggi risulta finalmente convergente a tutti i livelli istituzionali l'intenzione di recuperare la Villa. Ora – ha aggiunto – si tratta di definire gli strumenti amministrativi più efficaci per concretizzare un intervento per il quale ci stiamo impegnando da anni».
E qualcosa infatti si sta già muovendo, dato che il Demanio e la Sovrintendenza, sotto la guida dell'architetto Gabriele Nannetti, hanno già iniziato a realizzare alcuni interventi di saggi e recupero all'interno della Villa, così come la grotta, l'approdo fluviale, unico nel suo genere, che è già in fare di restauro.
«I tecnici sono pronti. Alcuni lavori, per altro stanno per partire e riguardano la messa in sicurezza da un punto di vista sismico e sono a cura della Soprintendenza – ha spiegato Schmidt - Grazie a questa idea di far rivivere l'Ambrogiana avremo un grande volano non solo per la Toscana ma per tutto il paese. Qui potremmo riportare centinaia di opere che giacciono nei depositi: dalle nature morte del Bimbi, (ovviamente non quelle che sono già esposte a Poggio a Caiano) fino alle opere religiose del Cinqui che decoravano il "fratello" del corridoio Vasariano che è proprio qui a Montelupo, nel mezzo della natura. E l'uno non si può vedere senza l'altro, in una grande sinergia che creerà movimento turistico e quindi posti di lavoro».
Posti di lavoro che – in un momento storico così complesso – sono attesi in gloria, così come il possibile indotto portato dall'apertura degli Uffizi a Montelupo.
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