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Sono circa 370 gli alunni dell’istituto

L.A.
Sono circa 370 gli alunni dell’istituto

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EMPOLI. Finora l’istituto Calasanzio non aveva avuto particolari disagi a causa dei contagi Covid. In questi giorni, invece, è stato costretto a chiudere metà delle classi che vanno dall’asilo nido fino alle superiori. In particolare sono state bloccate le attività nelle classi degli alunni più piccoli, fino alla primaria con circa 200 bambini a casa.

E per una classe del segmento medie è stata messa in atto una quarantena preventiva. Un focolaio, insomma, sta interessando lo storico istituto empolese.

A spiegare la situazione è Fabio Fabbri, responsabile dell’ente gestore dell’istituto Calasanzio dove lavorano una settantina di insegnanti.

Il segmento interessato, come detto, è quello tra l’asilo nido e le medie frequentato da 250 bambini. I 120 studenti del liceo scientifico ordinario e di scienze applicate continuano regolarmente lo svolgimento delle lezioni.

«I contagi sono stati tutti concentrati da venerdì a oggi (ndr mercoledì 27) – spiega il responsabile Fabbri – sono 15 i positivi alla primaria che hanno coinvolto cinque adulti insegnanti e un sesto lavoratore non docente». Con questi numeri martedì è stata decisa la chiusura delle cinque classi ed è stata avviata la didattica a distanza perché in ogni classe è stato registrato almeno un caso di positività.

A quanto è stato riscontrato il focolaio è partito da lì. Ma da oggi verrà chiusa anche la scuola dell’infanzia perché ci sono stati casi di fratelli contagiati, sempre partendo dalla primaria. «Due o tre casi di positività – va avanti Fabbri – li abbiamo registrati anche nel segmento della scuola dell’infanzia». E qui le insegnanti si attiveranno non proprio con una Dad ma con alcuni collegamenti per non perdere il contatto con i bambini.

Poi l’asilo nido, unica sezione da uno a tre anni: per un caso è stato messo in quarantena.

Diversa la situazione per la scuola media: da ieri c’è una seconda a casa. «Si tratta di una mossa preventiva perché abbiamo riscontrato un tampone debolmente positivo – spiega Fabbri – È stata attivata la Dad. In questo caso può darsi che l’emergenza possa essere risolta in un paio di giorni».

I bambini positivi stanno tutti bene e così anche gli insegnanti che, tra l’altro, sono vaccinati.

La situazione è monitorata dall’Asl e la quarantena dovrebbe andare avanti fino almeno al 5 di novembre, sarà l’azienda a comunicare i tempi di rientro che dovrebbero essere di dieci giorni con il tampone negativo.

«Con l’Asl c’è un confronto quotidiano – va avanti Fabbri – e vorrei ringraziare in particolare il dottor Dimitri Carlo Fattore e la dottoressa Maria Giannotti che hanno mostrato grande disponibilità nei nostri confronti. Tra l’altro ci hanno fornito assicurazioni sulla correttezza nostri protocolli relativi al Green pass, la sanificazione dei locali, l’uso della mascherina, il distanziamento dei banchi nelle aule».

A quanto è stato ricostruito il focolaio sarebbe partito per comportamenti al di fuori della scuola. «Questa situazione diventa un momento riflessione – aggiunge Fabbri – non bisogna ancora abbassare la guardia e lasciare la mascherina. La nostra scuola è una grande famiglia, ma è presto però per ritrovarsi, bisogna aspettare ancora».

E il responsabile conclude: «Chiediamo un aiuto, tutti devono fare la loro parte e mantenere alta l’attenzione. Tra l’altro anno scorso abbiamo avuto alcune situazione di quarantena e solo pochi casi».

L.A.

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