Gioco
Poche le residenze di lusso e le villette Oltre 300 le abitazioni senza bagno
Questa la fotografia delle proprietà immobiliari secondo l’Agenzia delle entrate su cui vengono parametrate le tasse
Marco Pagli
EMPOLI. Una metà del patrimonio residenziale fatta di abitazioni di tipo civile, oltre centocinquanta case signorili. Ma poche ville e villini, cioè appena meno di un terzo rispetto al numero di abitazioni popolari o ultrapopolari. Mentre il resto, più di 7mila case, sono di tipo economico.
La fotografia delle proprietà immobiliari residenziali del comune di Empoli è questa: i numeri sono quelli forniti dall’Agenzia delle Entrate, elaborati sulla base dell’ultimo censimento Istat. Quelli, cioè, in mano al Catasto e sulla base dei quali vengono parametrate tutte le tasse sugli immobili. Gli stessi che, con la riforma paventata dal governo nelle ultime settimane, potrebbero essere rivisti in seguito ad una nuova mappatura. La situazione, infatti, non sarà dissonante come quella rilevata in altre zone della Toscana. Emblematico a questo proposito è il caso di Viareggio: nel principale comune della Versilia risultano, infatti, appena 12 case signorili e 2.600 tra ville e villini su un patrimonio residenziale di oltre 36mila abitazioni, costituito da oltre 18mila appartamenti di tipo economico e 9.500 tra case popolari e ultrapopolari.
Tuttavia, anche a Empoli il quadro catastale sembra non essere pienamente in linea con la situazione reale. Sì, perché non è affatto trascurabile una percentuale di oltre il 10% di case di tipo popolare. Secondo la definizione del Catasto, infatti, si tratta di «unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifinitura di modesto livello e dotazione limitata di impianti quantunque indispensabili». A queste, poi, ne vanno aggiunte altre 330 di tipo ultrapopolare, una classificazione che addirittura oggi viene considerata in disuso visto che, tra l’altro, prevede che l’abitazione non sia dotata di servizi igienici all’interno: «unità immobiliari - recita, infatti, la definizione catastale - appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di bassissimo livello. Di norma non dotate di servizi igienico-sanitari». Basta dare un’occhiata alle rendite catastali medie, anch’esse estrapolate dalle banche dati dell’Agenzia delle Entrate, per rendersi conto delle sproporzioni. Una casa inserita in categoria A5 - di tipo ultrapopolare appunto - ha una rendita media di 240 euro, poco più della metà della rendita catastale assegnata ad una casa popolare. Mentre un’abitazione di tipo civile - «unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale» - ha una rendita di 678 euro. A Empoli questa tipologia rappresenta il gruppo più corposo: 11.270 abitazioni. Seguito dalle abitazioni di tipo economico (7.265 in tutto), che hanno una rendita medi di 558 euro e sono costruite con caratteristiche «di economia sia per i materiali impiegati che per la rifinitura» e dispongono di impianti «limitati ai soli indispensabili». Questi numeri cozzano con quelli delle case considerate di maggior pregio. A partire proprio dai cosiddetti villini (categoria nella quale confluiscono anche le abitazioni plurifamiliari, a patto che abbiano un giardino), che sono un terzo delle case popolari. Mentre le residenze di lusso, che peraltro non godono dell’esenzione Imu prima casa, sono poco più di una manciata. Tra abitazioni signorili e ville (categorie rispettivamente A1 e A8) non si arriva a 280 immobili.
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