Finanza
Opere abusive lungo l’Orme, 34 persone denunciate
EMPOLI. Sono 34 le persone che sono state denunciate dai carabinieri forestali per le opere abusive che sono state realizzate da privati lungo il torrente Orme nella frazione di Casenuove.
Dal 2018 in poi i militari hanno compiuto periodicamente controlli nella zona dopo aver scoperto la presenza di opere che vanno a interferire col rischio idrogeologico in quella zona. Le verifiche compiute nel corso del 2021 hanno portato all’emissione di sanzioni amministrative nei confronti dei proprietari degli immobili a ridosso del torrente per un totale di circa 5mila euro.
I controlli sono stati effettuati nell’ambito degli accordi esistenti tra la Regione Toscana e i carabinieri forestali, con le indicazioni fornite dal genio civile.
Le verifiche effettuate sono state finalizzate ad accertare prelievi abusivi di acque, occupazioni abusive sul corso d’acqua e scarichi non autorizzati.
A quanto è stato spiegato, i militari hanno rilevato una serie di irregolarità sul ciglio di sponda del torrente Orme, irregolarità consistenti in manufatti, recinzioni, tettoie, porzioni di immobili, platee e cordoli in cemento armato, capanni per animali domestici e da cortile.
Per tutte queste opere o manufatti sono stati eseguiti accertamenti all’ufficio tecnico del Comune di Empoli, evidenziando una casistica molto varia: dalla presentazione di domanda di condono edilizio ancora in corso di definizione, da strutture e manufatti presenti all’interno dell’area realizzati senza titolo edilizio e pertanto irregolari.
Molte di queste strutture, a parte i titoli abilitativi urbanistici, sono state realizzate in assenza di specifica autorizzazione idraulica e quindi, in base a quanto presvisto dalla difesa del suolo della Regione, sono da ritenersi abusivi.
L’autorizzazione idraulica fa riferimento al regio decreto 523 del 1904 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie). A quanto accertato, tale decreto, anche se datato, «è quanto mai attuale ed è nato per valutare la compatibilità con il buon regime delle acque del corso d’acqua, riferite anche ad un’area inondabile e non solo al corso d’acqua».
Gli accertamenti hanno portato a denunciare all’autorità giudiziaria 34 persone e a sanzioni amministrative per oltre 5.000 euro. Le verifiche stanno proseguendo anche per accertare scarichi abusivi in alveo.
I carabinieri forestali raccomandano «il rispetto del regime vincolistico, funzionale alla protezione del bene demaniale che sta assumendo ragioni di interesse sempre crescenti, che coinvolgono non solo l’urbanistica e l’edilizia, ma soprattutto l’ambiente e l’energia. La pericolosità di manufatti abusivi lungo gli argini dei corsi d’acqua costituisce un grave pregiudizio per l’assetto idrogeologico del territorio, già fortemente compromesso e fragile. Va interrotta quindi la pericolosa tendenza a occupare gli spazi prossimi agli alvei, a tutela del regolare scorrimento delle acque e come azione preventiva rispetto ai rischi per le persone e le cose che potrebbero derivare dalle esondazioni».
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