La manifestazione
Sospeso lo scuolabus per cinque giorni
Il sindacato Fisi proclama l’agitazione e il Comune garantisce solo il ritorno. La Cgil: «Senza stipendio 20 autisti»
EMPOLI. Il sindacato Fisi proclama cinque giorni di sciopero, fino al 20, e il Comune sospende il servizio scuolabus per le scuole della città, dalle materne alle medie. Un disagio per le centinaia e centinaia di famiglie che fanno riferimento a questo servizio. Ma soprattutto per i venti autisti che lavorano per l’azienda che ha preso in appalto (da quest’anno) il servizio. Che non lavoreranno e quindi non riscuoteranno. Lo sciopero del sindacato Fisi è stato proclamato sia per il settore privato che pubblico. È partito ieri e andrà avanti fino al 20 ottobre contro il Green pass. Ha dunque un carattere politico. Fisi è l’acronimo di Federazione italiana sindacati intercategoriali, una sigla che contesta la gestione della pandemia da parte del governo. Gli stessi dirigenti hanno annunciato altre iniziative di protesta fino alla fine dell’anno, periodo di durata dell’obbligo del Green pass per i lavoratori.
Nonostante che la commissione di garanzia abbia invitato la stessa associazione sindacale al ritiro di questa astensione (secondo la legge 146/1990 che regolamenta il diritto di sciopero) per alcune accertate irregolarità, la Fisi ha confermato l’azione di sciopero.
A Empoli si sono avute astensioni in un istituto, non sarebbero state numerose le assenze dovute alla proclamazione di questo sciopero.
Il Comune, in ogni caso, ha deciso di sospendere il servizio di scuolabus all’andata da ieri al 20 ottobre per consentire ai genitori degli alunni di verificare ogni mattina che sia presente a scuola il docente della prima ora. L’amministrazione comunale, però, garantisce il ritorno a casa come ha fatto anche ieri. Questo, come si spiega dal Comune, quanto viene applicato sempre in caso di agitazione sindacale da parte di qualsiasi sigla sindacale. La Cgil, però, protesta perché gli autisti, in questo caso vengono lasciati a casa e non riscuotono.
«Il diritto di sciopero – spiega la Funzione pubblica Cgil – deve essere libero e legale e non si può ripercuotere sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici in appalto che già pagano un prezzo altissimo dell’esternalizzazione dei servizi in termini sia di qualità dei servizi che di reddito». Infatti il servizio di scuolabus è in appalto ormai da tempo. «Basta la proclamazione di uno sciopero che i lavoratori dell’appalto comunale di Empoli dei servizi del trasporto scolastico – va avanti il sindacato – si ritrovano, senza aderire a nessuno sciopero, a casa e senza reddito». In più aggiungono: «Questa volta si rischia che il servizio di trasporto scolastico sia interrotto dal Comune di Empoli per ben cinque giorni lasciando le famiglie senza un importante servizio e i lavoratori e le lavoratrici dell’appalto si ritrovino a casa e senza reddito pur non avendo aderito allo sciopero. T utto per uno sciopero che ha visto nella prima giornata la chiusura di un solo istituto scolastico nell’intero territorio comunale».
«Come Fp Cgil e Flc Cgil chiediamo al Comune di Empoli il ripristino del servizio di trasporto scolastico – si spiega ancora – e perché non si ripetano problemi di questo tipo in futuro un tavolo per poter definire le modalità di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici in caso di assenze involontarie sul luogo di lavoro».
L.A.
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