Sicurezza
Picchi di gelo e troppo caldo il vino prodotto sarà la metà
L’analisi di Ritano Baragli, presidente della cantina sociale dei Colli Fiorentini «La qualità invece non ci preoccupa. Ci si attende anche un rialzo del prezzo»
EMPOLI. I picchi di gelo e di caldo che hanno interessato la zona tra la primavera e l’estate stanno colpendo duramente il settore del vino, con aziende che arrivano a perdere la metà del raccolto rispetto allo scorso anno.
Una tragedia che in molti si attendevano già dalla gelata dello scorso aprile, quando la picchiata delle temperature sotto lo zero in un periodo insolito portò a compromettere molte delle gemme già nate sui filari.
«Ormai siamo vicini al risultato finale – spiega il presidente della cantina sociale Colli Fiorentini di Montespertoli, Ritano Baragli – e possiamo dire che sarà un’annata con un calo della produzione, con molti soci che perdono anche il 50% della loro produzione di uve. Siamo in attesa che gli ultimi soci della cooperativa portino a termine la vendemmia: in questi giorni l’80-90% del lavoro sarà completato. Tuttavia, i dati sono questi». Come si temeva, insomma, proprio la gelata di aprile, sommata alla siccità di luglio e agosto che ha comportato delle precipitazioni scarsissime molto sotto le medie stagionali, stanno già avendo pesanti ricadute negative sulla vendemmia 2021 in termini di quantità di prodotto. Al contrario, «dal punto di vista qualitativo – prosegue ancora Ritano Baragli – il 2021 sarà indubbiamente un’annata da ricordare. Le uve, infatti, sono sane e quindi ci aspettiamo dei buoni vini. Le prime aspettative vengono riposte sul novello, con il quale usciremo a breve. Speriamo di riuscire a mitigare la perdita quantitativa con i risultati dal punto di vista qualitativo». Ritocchi al rialzo dei prezzi, come confermano gli stessi produttori, sono molto probabili se non certi. «I consumatori dovranno attendersi un aumento dei prezzi – afferma il presidente della cantina sociale di Montespertoli – non soltanto come conseguenza della produzione inferiore, ma anche a causa di una serie di rincari che le aziende sono costrette a sostenere in questi mesi. Mi riferisco agli aumenti di costi per l’energia a quelli per le bottiglie, fino ai cartoni: prezzi che stanno lievitando e che purtroppo porteranno a un incremento del prezzo della bottiglia per il consumatore». Ma le preoccupazioni delle aziende del territorio non si limitano soltanto alla produzione di vino. Gli stessi fattori che hanno penalizzato la resa delle uve rischiano di mettere a repentaglio anche la raccolta delle olive. «Avevamo una buona fioritura -–osserva Baragli – e venivamo da un'annata di produzione abbondante, sia pur minore rispetto a quelle di un tempo, ma anche qui la siccità ci porta ad avere un carico di olive molto basso. Quindi, anche se in questi mesi non ci sono stati attacchi significativi da parte della mosca olearia, anche qui ci aspettiamo un’annata scarsa in termini di produzione di olio. I nostri agricoltori dovranno leccarsi le ferite».
Marco Pagli
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