Sicurezza
Il “portiere” a caccia del minibit il primo con laurea quantistica
Leonardo Bacciottini ha presentato a ingegneria una tesi innovativa in Italia e nel suo tempo libero si dedica al calcio da tesserato del “Boccaccio”
Giacomo Bertelli
CERTALDO. Pensare di risolvere in pochi secondi problemi che riguardano la sicurezza di internet, le applicazioni scientifiche e neurali, grazie alla informatica quantistica. Una tecnologia, ai suoi esordi e studiata da Google e Ibm, capace di superare i processori dei computer che abbiamo in casa e di dare risposte che richiederebbero altrimenti decine di anni per i tempi di attesa. Su questo vasto campo dove si lavora su sistemi subatomici e in via di esplorazione, si è laureato un certaldese, Leonardo Bacciottini, 24enne. La facoltà è quella di ingegneria informatica a Pisa. La sua tesi si distingue a livello italiano perché, rispetto ad altri studi di settore, punta sopratutto a mettere in evidenza la necessità della ricerca su questa nuova tecnologia e sugli incredibili sviluppi che la stessa potrà portare in futuro nella vita degli esseri umani.
Il suo invito ai giovani con la passione per l’informatica e l’ingegneria è quello di sposare questo percorso di studi perché l’intento è di dar vita, proprio a Pisa, a un polo in questo campo che sarà cruciale nei prossimi anni.
Leonardo Bacciottini vive a Certaldo e prima di laurearsi si è divertito a mettersi i guanti per difendere i pali di una porta da calcio. Tutt’oggi è tesserato con la squadra amatoriale del G.S. Boccaccio e chissà che, fra un dottorato e un altro, non vi possa essere spazio per indossare i guantoni e difendere i colori del suo paese.
Da tempo coltivava la passione per l’ingegneria informatica e così per la sua specialistica ha deciso di percorrere questo sentiero, fresco di novità e potenzialità. I computer di casa scambiano dati ed informazioni con i bit, una unità di misura, che presenta alcune limitazioni numeriche rispetto al qubit, il primo passo della tecnologia quantistica, la vera evoluzione dell’informatica rispetto a quella che abbiamo concepito ed usufruito fino ad oggi.
Il calcolo quantistico è alla base di nuove scoperte nel settore sanitario, energetico, dei sistemi ambientali, dei materiali intelligenti, sulle quali la strada è ancora lunga e ripida, in quanto si è alla fase primordiale. «Colui che riuscirà a dare stabilità al primo computer quantistico si assicurerà un potere enorme, sarà all’avanguardia in molti settori, perché in una frazione di secondo potrà riuscire ad avere risposte che i computer che conosciamo invece impiegherebbero anni – spiega – In questo momento i colossi della tecnologia, da Google ad Ibm, sono a lavoro su questa tecnologia della quale c’è ancora moltissimo da scoprire». Adesso per lui non si spalancano immediatamente le porte del lavoro perché vuole proseguire il suo percorso di studi: «Sto aspettando risposte molto importanti legate a un dottorato e preferisco non aggiungere altro – aggiunge – Resterò in Italia e poi proverò qualche esperienza all’estero ma quello che conta è continuare ad investire sulla ricerca in un campo che in Italia può avere molte potenzialità». Se poi si parla di sogni, le realtà aziendali che possiedono questa tecnologia, si contano come detto sulle dita di una mano: «Sì un giorno vorrei lavorare per loro e scrivere assieme una pagina importante del futuro della tecnologia».
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