Il Tirreno

Empoli

dopo l’inchiesta sui fanghi tossici 

Il Comune: «Sulla 429 solo la strada è inquinata col Keu»

Il Comune: «Sulla 429 solo la strada è inquinata col Keu»

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EMPOLI. Dopo la conferma da parte della Procura di alti livelli di contaminazione per la presenza di cromo sulla strada regionale 429, sono state due le decisioni emerse che riguardano da vicino l’attività amministrativa del Comune di Empoli. Si tratta della richiesta, accolta dalla Regione, di cedere prima possibile la proprietà della piccola strada che corre parallela alla 429 lungo Piangrande e dove, secondo il progetto in fase di redazione da parte di Acque per richiesta del Comune, sarà realizzato l’acquedotto al servizio dei residenti della zona. Quella piccola strada sarebbe comunque dovuta entrare in possesso del Comune secondo gli accordi. Tuttavia la velocizzazione della cessione da parte della Regione consentirà di rendere molto più rapide le procedure amministrative che porteranno alla realizzazione dell’opera idrica.

Altro tassello fondamentale riguarda l’unica area dove Arpat, al termine di più approfondite prelievi e controlli avvenuti nel mese di luglio, ha individuato la presenza di Keu inquinato, ovvero il rilievo della 429 dove insiste un sovrappasso. Solo in quel tratto, di circa 200 metri, è stato riscontrato materiale inquinato. I risultati di quelle analisi sono arrivate al Comune il 6 agosto. In questi documenti si precisa esattamente il tratto della 429 dove è stato usato il Keu e si specifica, grazie a rilievi nella zona di campagna dove ci sono abitazioni, che non è stata trovata ulteriore presenza di materiale contaminato.

Ciononostante, sebbene non siano stati rilevati materiali inquinanti, il Comune di Empoli e Acque Spa, hanno intenzione di realizzare il servizio idrico in quella zona.

Visto che adesso è stato identificato dove esattamente sia presente il Keu lungo il tratto empolese della 429 Arpat ha trasmesso alla Regione anche le azioni da porre in essere per la Messa in Sicurezza in Emergenza del sito.

«Al fine dunque di evitare la diffusione dei contaminanti dal sito – si legge nella nota di Arpat - verso zone esterne e matrici ambientali adiacenti, nonché di impedire il contatto diretto della popolazione con la contaminazione attualmente riscontrata, devono essere attuate tempestivamente tutte le misure possibili per rimuovere o isolare le fonti di contaminazione e prevenire ed eliminare pericoli immediati verso l'uomo e l'ambiente circostante. Tali interventi, in assenza di dati specifici, vengono definiti in base ad ipotesi cautelative. Di seguito le misure di prevenzione proposte: installazione di recinzioni, segnali di pericolo e altre misure di sicurezza e sorveglianza al fine di evitare l’accesso di lavoratori e/o cittadini non autorizzati; copertura o impermeabilizzazione temporanea dei suoli almeno nel tratto risultato contaminato».

In questo senso è stato attivato il commissario straordinario della 429 Alessandro Annunziati che potrà impiegare queste risorse per la messa in sicurezza del sito. Proprio nel Collegio di vigilanza del 24 settembre è stato data l’autorizzazione affinché questi interventi possano essere messi in atto con quei denari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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