Gioco
Villa Filicaja di nuovo all’asta si parte da quasi due milioni
Il primo tentativo di vendita risale al marzo di quest’anno, il secondo a maggio Alla tenuta di Poggio all’Aglione è legata la figura di un nipote di Michelangelo
Marco Pagli
montaione. Villa Filicaja, nel comune di Montaione, va di nuovo all’asta. Dopo i primi due tentativi di vendita – entrambi andati deserti per mancanza di offerte – il tribunale di Firenze ci riprova. Questa volta il gioiello incastonato sui colli della Valdelsa avrà una base d’asta di 1,9 milioni di euro e un’offerta minima che scende a un milione e quattrocentomila euro. Il primo tentativo di vendita venne fatto nel marzo scorso e il secondo, a stretto giro, a metà maggio.
La terza convocazione è stata fissata per venerdì 3 dicembre prossimo, giorno in cui potrebbe finalmente partire il rilancio di un luogo importantissimo per la storia del territorio. Perché Villa Filicaja rappresenta un pilastro di storia e cultura. A questa tenuta, infatti, è legato il mito fondativo di Gambassi e Montaione e qui Michelangelo Buonarroti il Giovane – nipote del celebre artista del David e della Cappella Sistina – visse e scrisse il suo poema “Ajone”. La villa fa parte di un piccolo borgo situato su Poggio all’Aglione e comprende anche una struttura ricettiva e un’azienda agricola che produce vino, proseguendo una tradizione inaugurata addirittura in epoca rinascimentale. Un vero e proprio tesoro, insomma, che rischia di finire nell’abbandono e nell’oblio. La villa risale all’epoca medievale e venne acquistata a metà del’400 da Ser Giovanni Simone da Filicaja, mentre l’ultima proprietà è dei conti Antonio e Marita Narri-Dei da Filicaja Dotti. Come accennato, a questo luogo è legato il mito di fondazione dei borghi di Gambassi e Montaione. Una leggenda secondo la quale il nobile volterrano Ajone avrebbe incontrato nel bosco Ine, che piangeva disperata la bellissima figlia Figline, rapita da tale Gambasso, Ajone, per liberare Figline, avrebbe marciato in guerra contro il rapitore e una volta sconfitto avrebbe sposato la ragazza e fondato Montaione. Il mito è stato alimentato esso stesso dall’opera “Ajone”, appunto, composta dal nipote di Michelangelo Buonarroti all’inizio del Seicento. Fuori dalla narrazione leggendaria, la proprietà sorge in un’area densamente insediata sia dagli etruschi che dai romani, come hanno dimostrato gli scavi portati avanti dai volontari dell’Associazione archeologica della Valdelsa fiorentina. A poche centinaia di metri dalla villa era stato eretto nel XII secolo un castello medievale, che andò distrutto alla fine del secolo successivo. L’importanza della tenuta, tuttavia, non è solo storica e artistica. Fin dal Rinascimento, infatti, è nota l’importante produzione vinicola che ha mantenuto il marchio “Filicaja”. In epoca recente, inoltre, in una delle strutture che compongono la proprietà – Podere Moricci – è stata allestita una struttura ricettiva. Il pezzo forte, oggetto dell’asta insieme ad alcuni terreni adiacenti, tuttavia rimane la villa. Un immobile da oltre duemila metri quadri che si sviluppa su cinque piani e che al suo interno è impreziosito da affreschi ed elementi originali d’epoca. All’esterno si estende un giardino che comprende una piscina, una terrazza affacciata sulle colline della Valdelsa e addirittura un ninfeo alto cinque metri.
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