Attenzione
Multiservizi senza privati: c’è uno scoglio da 150 milioni
Al nuovo soggetto pubblico serve questa somma per liquidare la società Acea La posizione della Cgil: «Dovrebbero essere messe in campo le obbligazioni»
Viola Centi
EMPOLI. Il sogno della multiservizi toscana rischia di infrangersi contro uno scoglio da 150 milioni di euro. Tanto servirebbe al nuovo soggetto pubblico di gestione della risorsa idrica e dei rifiuti regionale per svincolarsi dai soci privati.
Il problema più grande è Publiacqua: per liquidare i privati, servono tanti, troppi soldi. La multiservizi rischia dunque di naufragare ancor prima di essere varata, nonostante gli annunci di dicembre scorso. Il cuore della nuova società pubblica dovevano essere Alia e Publiacqua, che con la quotazione in borsa avrebbero raccolto i 500 milioni necessari per “licenziare” Acea e iniziare il nuovo capitolo dei servizi toscani. Ma quello che doveva essere un soggetto competitivo sul mercato, sta avendo problemi già in fase embrionale. «Per noi, dovrebbero essere messi in campo altri metodi per la liquidazione dei soci – spiega Giuseppe Dentato, della Cgil Empoli – per esempio le obbligazioni, far entrare le banche, reperire le risorse con prestiti da restituire negli anni. Alia e Publiacqua sono comunque società che hanno sempre fatturato milioni in fondo all’anno, non dovrebbe essere così difficile ripianare un debito. Andare in borsa significherebbe farsi prestare i soldi per fare certe operazioni, e non mi sembra conveniente». Secondo il sindacalista, «i dirigenti che gestiscono la parte finanziaria e operativa resteranno, e se fino a ora hanno lavorato bene continueranno a farlo». Se il sindacato non è d'accordo sul reperimento dei fondi necessari alla nascita della multiservizi, è invece del tutto a favore del nuovo soggetto in termini di concetto. «Finalmente, dopo 10 anni, si mette in atto quello che il popolo aveva deciso con il referendum sull'acqua pubblica. E ci sembra un punto positivo» dice Dentato. Mentre per la questione dei rifiuti la questione è diversa: «Serve chiarezza sul piano regionale dei rifiuti e sugli impianti da realizzare o meno in Toscana, e questo dalla Regione non c'è. Dispiace, perché – dice Dentato – due grandi soggetti pubblici che si mettono insieme per creare qualcosa che possa durare sono uno spunto per la crescita di tutta la Toscana, anche come quantità e qualità occupazionale». Proprio dal punto di vista dei lavoratori, ci sono delle scelte su cui il sindacato vorrebbe vigilare: «Magari un coinvolgimento dei sindacati ai tavoli in cui si decide del futuro di questi soggetti sarebbe auspicabile – conclude Dentato – per condividere le scelte che verranno fatte sul futuro della multiutility».
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