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Empoli

Keu, in bici per avere la bonifica domenica l’iniziativa del comitato

Keu, in bici per avere la bonifica domenica l’iniziativa del comitato

L’assemblea: «La Regione non ha incluso ancora il tratto della 429 nel piano di messa in sicurezza»

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EMPOLI. Il comitato “No Keu” torna a farsi sentire e organizza per domenica una forma di protesta pacifica, una “biciclettata”. La richiesta che arriva soprattutto dai residenti della zona è quella di “chiarezza” rispetto alla messa in sicurezza dei terreni.

«Domenica 19 settembre prossimo torneremo in strada per chiedere chiarezza e soprattutto interventi immediati di messa in sicurezza dell’area – spiega il comitato – L’assemblea permanente “No Keu”, insieme alle abitanti e agli abitanti della 429, ha organizzato una “biciclettata” aperta a tutti che partirà alle 15.30 dal campo sportivo di Sant’Andrea e si muoverà attraverso l’argine dell’Elsa, giungendo in via Piangrande». Un percorso cicloturistico di circa un’ora che prevede una sosta per fare merenda.

L’iniziativa arriva a cinque mesi dalla pubblicazione dei primi risultati dell’inchiesta Keu, che ha individuato proprio lungo la strada 429 uno dei luoghi in cui era avvenuto il conferimento illecito di materiali inquinanti frutto della lavorazione degli scarti di conceria. «Quello che fin dall’inizio, nel silenzio di amministrazioni e autorità, si configurava come un vero e proprio attentato alla salute delle comunità con il passare dei mesi è diventato sempre di più una tragica realtà – spiega il comitato – Le ipotesi della magistratura hanno trovato conferma nelle analisi effettuate sui terreni, e non solo in Valdelsa ma in numerosi siti sparsi per tutta la Toscana. Le minimizzazioni iniziali e i tentativi di difesa da parte degli amministratori locali a tutti i livelli si sono infranti di fronte all’evidenza dei fatti. Un’evidenza che ha di fatto mostrato quello che fin dall’inizio denunciamo: un sistema di gestione dei servizi e dei beni pubblici che è in contraddizione con la sicurezza e la salute collettiva. Un sistema che intreccia gli interessi privati con le decisioni politiche e arriva a sacrificare le persone e l’ambiente nel nome del profitto di pochi».

Sul territorio empolese, in un solo punto, sono state rilevate concentrazioni di sostanze fortemente inquinanti fino a 26 volte i limiti consentiti. «Contestualmente abbiamo continuato a chiedere che le verifiche fossero estese a tutto il tracciato della strada incriminata – va avanti il comitato – Una richiesta che è stata ascoltata solo in parte, dal momento che nel mese di luglio - dopo la pubblicazione dei dati da parte di Arpat - sono stati effettuati altri controlli, dei quali però ancora non sono stati resi noti i risultati. Nel frattempo si è andati avanti, senza il minimo coinvolgimento delle comunità interessate e dei soggetti che fin dall’inizio si sono mossi a loro fianco per chiedere che ci si prendesse carico della salute pubblica di fronte ad un fatto così grave».

Fino ad arrivare alle dichiarazioni pochi giorni fa dell’assessore regionale all’ambiente Monia Monni, «che ha preannunciato un piano di messa in sicurezza da far partire entro la fine dell’anno per tutti i siti toscani contaminati – spiega ancora il comitato – Tutti tranne quello sulla 429, per il quale l’iter sembra più complesso dal momento che “su quei 200 metri di strada sono in corso altri accertamenti e bisogna capire se il Keu sia stato impiegato solo in superficie o anche nelle cosiddette terre armate”». Il 10 settembre scorso Arpat doveva presentare in Regione il piano che dovrà essere messo in pratica nei prossimi mesi, «ma ancora stiamo attendendo di capire come amministrazioni e autorità intendano salvaguardare la salute delle persone che da cinque mesi a questa parte continuano a vivere nella rabbia e nella paura – si aggiunge – Torniamo a chiedere, in vista anche dell’autunno e delle precipitazioni che potrebbero avere un effetto diretto sui rischi ambientali legati alla contaminazione dei terreni, chiarezza sui tempi e sulle modalità di messa in sicurezza dell’area. Inoltre, chiediamo che vengano resi noti i risultati dei controlli negli altri siti lungo la 429 e l’ampliamento della campagna di verifica sui terreni e sui pozzi lungo tutto il tracciato della strada regionale». Infine, tra le richieste, c’è anche lo stato di avanzamento del progetto per la realizzazione dell’allacciamento all’acquedotto delle abitazioni che ne sono sprovviste.



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