Italia
Riapre il megaplastico ferroviario San Filippo
Paolo Bartali: «Sono disoccupato da quasi due anni, le offerte mi potranno aiutare a pagare il finanziamento»
Giacomo Bertelli
GAMBASSI TERME. Riapre il prossimo sabato il plastico ferroviario San Filippo, uno dei più grandi a livello italiano. Lo fa dopo mesi di chiusura, di fronte a tante avversità, dalla pandemia covid 19, fino ai problemi di salute della moglie di Paolo Bartali, ideatore, assieme a tanti collaboratori, di una attrazione capace di attirare l’interesse di centinaia di famiglie e giovani. A Badia a Cerreto, frazione di Gambassi Terme, è tutto pronto per aprire nuovamente il sipario e con l’arrivo dei visitatori dare un aiuto allo stesso plastico, il quale, a fronte dei numerosi interventi di crescita nel corso degli anni, vede pendere sulle spalle di Paolo un finanziamento che si concluderà nell’ottobre 2022. Una offerta libera all’ingresso, dove sarà necessario esibire il Green pass, per poter accedere ad un gigantesco magazzino dove si potrà tornare bambini ed ammirare un plastico ferroviario, frutto di mani e ingegno di molti amici e collaboratori dello stesso Paolo. Non serve alcuna prenotazione ma solo un ingresso controllato a livello numerico per garantire il distanziamento. Si potrà visitare ogni sabato, senza alcuna prenotazione.
Il plastico prende il nome del figlio Filippo, il quale, come suo padre, aspetta il ritorno a casa della madre, Nelly, 55 anni, la quale è stata più di 2 mesi in coma.
«È uno dei momenti più difficili della mia vita. Sono disoccupato da quasi due anni e non posso accettare un lavoro perché devo essere sempre reperibile per mia moglie, ricoverata al don Gnocchi a Scandicci. Noi l’aspettiamo a casa, ci vorranno ancora molti mesi, ma vogliamo e dobbiamo essere fiduciosi. Avevo qualche dubbio nel riaprire il plastico ferroviario ma i miei amici hanno spinto molto per farlo, anche per darmi sollievo in qualche momento». Non ci saranno grandi novità, senza dimenticare il fatto che il campo base del covid 19, le montagne, le cave di pietra e le frecce tricolore, sono state ammirate per poche settimane nel 2020, a seguito della chiusura per la pandemia.
Un’altra donazione vi è stata recentemente da parte di un viareggino che ha donato un plastico che sarà assemblato prossimamente. Il plastico ferroviario San Filippo è ormai una realtà conosciuta a livello italiano, frutta del lavoro incessante in anni e notti insonne di una squadra di amici che hanno deciso di dedicare il loro tempo libero a una grande passione. Nel frattempo anche il territorio si sta mobilitando comunque per dare una mano a Paolo e al plastico ferroviario.
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