Sicurezza
In centinaia a scuola, ma col Green pass «Ci aspettiamo ritardi nelle procedure»
La dirigente del Pontormo, Filomena Palmesano: «Ho dovuto chiedere a tutti di arrivare 45 minuti prima»
Marco Pagli
EMPOLI. Il primo atto del terzo anno scolastico ai tempi del Covid è andato in scena questa mattina all’apertura dei cancelli degli istituti del territorio. Non il via ufficiale alle lezioni, ma il primo giorno di ripresa delle attività per buona parte del personale scolastico e per gli studenti alle prese con gli esami di riparazione. Una ripartenza che ha visto il debutto dell’obbligo di Green pass per docenti, personale scolastico e amministrativi. Sono stati centinaia e centinaia i lavoratori della scuola che negli istituti dell’Empolese Valdelsa si sono sottoposti alla verifica per poter accedere ai plessi. Una procedura che - se non cambieranno le cose di qui al 15 settembre prossimo - dovrà essere ripetuta ogni giorno per ciascuno dei professori e degli operatori. Tanto che su questo gli stessi dirigenti non nascondono perplessità e timori, tra inevitabili ritardi nell’accesso e aumento dei carichi di lavoro per i collaboratori scolastici. «Con la ripresa delle attività siamo stati costretti a predisporre una procedura straordinaria per poter svolgere i controlli – spiega Filomena Palmesano, preside del liceo Pontormo – tutto il personale in forza alla scuola deve presentare il Green pass e questo richiede tempo e organizzazione. Ho dovuto chiedere a tutti di arrivare 45 minuti prima per poter assolvere alle verifica di 220 persone, con due addetti che hanno regolato l’ingresso. Il problema è che questa modalità di accesso, stando alle norme attuali, sarà una prassi quotidiana. Ogni volta che un professore o un operatore entra deve mostrare il lasciapassare». Il controllo, infatti, avviene attraverso una app (la cosiddetta “AppVerificaC19”) che è in grado solo di certificare la validità del Green pass o del tampone al momento della verifica. Mentre, per ragioni di privacy, non è attualmente prevista la possibilità di istituire registri in cui siano riportate le date di validità dei diversi lasciapassare, in modo da permettere a chi è coperto dalla vaccinazione o dalla guarigione dal Covid di evitare il controllo giornaliero. «Per quanto riguarda i due nostri istituti – argomenta Gaetano Flaviano, dirigente del Fermi-Da Vinci – fino al 15 settembre ho previsto l’ingresso da due sole porte: una in via Fabiani e una in via Bonistallo. In tutto abbiamo 190 tra docenti, amministrativi e collaboratori scolastici che devono essere controllati ogni giorno. Dal 15 settembre (data di inizio delle lezioni, nda) le cose, se la normativa rimarrà questa, potrebbero ulteriormente peggiorare, dal momento che sono previsti ingressi scaglionati attraverso otto punti di accesso: saranno inevitabili ritardi e anche disagi per i collaboratori, i quali assieme alla misurazione della temperatura per tutti e alla distribuzione delle mascherine avranno da fare anche i controlli del Green pass. Speriamo che si trovi almeno il modo di evitare la verifica giornaliera per chi ha il lasciapassare». La ripartenza, insomma, desta più preoccupazione che entusiasmo. E non potrebbe essere altrimenti, viste le difficoltà legate all’emergenza pandemica. L’obbligo di Green pass o di tampone, infatti, è solo l’ultima delle novità. Accanto a questo restano le disposizione previste anche lo scorso anno: dalla mascherina in classe all’igienizzazione degli ambienti, dal distanziamento nelle aule ai turni scaglionati. «L’unica nota positiva – conclude Flaviano – è che con le risorse straordinarie del ministero abbiamo acquistato dei purificatori dell’aria e non sarà necessario tenere le finestre aperte in classe».
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