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Scoperte irregolarità in un impianto di rifiuti speciali

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MONTELUPO. Una serie di sopralluoghi e verifiche incrociate tra Arpat e carabinieri forestale hanno portato alla luce una serie di irregolarità a un impianto di gestione rifiuti speciali di Montelupo (nella foto dal sito dell’Arpat).

Gli accertamenti si sono svolti tra giugno e luglio scorsi, in vari siti dove l’azienda svolge la propria attività di trattamento di rifiuti soprattutto provenienti dall'edilizia. Lo smaltimento non riguarda rifiuti pericolosi, ma le procedure che venivano adottate non sarebbero state comunque regolari.

I sopralluoghi di Arpat si sono svolti in tre siti, uno in via Maremmana a Montelupo, dove l’azienda effettua le operazioni di recupero di rifiuti da demolizione, e due a Empoli, in terreni agricoli in via Piano della Tinaia e a Ponte a Elsa, dove sono stati rinvenuti cumuli di materiale provenienti dalla ditta stessa. Il primo sopralluogo ha riguardato Montelupo, dove l’azienda effettua alcune lavorazioni sui rifiuti, che però, secondo le verifiche, non erano state portate del tutto a termine. Infatti per i tecnici le operazioni di trattamento dei rifiuti misti da attività di costruzione e demolizioni non erano concluse, ma la ditta li aveva comunque commercializzati.

Il materiale era stato spacciato come “Fine rifiuto”, ma non lo sarebbe stato. Il registro di carico e scarico dell’impianto di trattamento risultava compilato in maniera incompleta e la dichiarazione ambientale annuale presentava alcune inesattezze. Durante le verifiche al terreno di via Piano della Tinaia, utilizzato dalla ditta come deposito, e quello in località Ponte a Elsa, è stata accertata una gestione non autorizzata di “terre e rocce da scavo”. In entrambi i siti sono stati rinvenuti cumuli di materiale proveniente dai lavori di scavo che la ditta effettua, non sottoposto ad alcun trattamento dopo l’estrazione.

Addirittura in via Piano della Tinaia è stata anche accertata una combustione illecita di rifiuti, come se, secondo gli accertamenti, con l’incendio si volessero far sparire i rifiuti accumulati: tra i resti dell’abbruciamento sono stati ritrovati componenti di materiali ferrosi, parti di forassiti, una tanica in plastica, una serratura, materiale isolanti tipo lana di roccia, parti di legno vergine e verniciato. Tutto ciò che è stato rilevato dalle verifiche congiunte dei tecnici di Arpat e dei carabinieri forestali è stato riferito agli enti ed autorità competenti ed è stata proposta l’adozione di provvedimenti per la regolarizzazione dell’attività.

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