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la novità a gambassi 

Terme riaperte dopo 18 mesi e ora arriva anche il bonus

Terme riaperte dopo 18 mesi e ora arriva anche il bonus

Qui si potranno spendere i 200 euro messi a disposizione dal ministero  e a breve sono in programma altri lavori: grotta e cure epidermiche

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GAMBASSI. Hanno riaperto solo da qualche giorno, il 12 agosto, ma la voglia di terme era talmente tanta che è stato un successo. Tra gambassini, turisti e pellegrini, le Terme della via Francigena di Gambassi stanno andando a gonfie vele, e attendono le disposizioni del Governo per il “bonus terme” da 200 euro già pubblicato in Gazzetta ufficiale. «Noi sicuramente daremo la nostra disponibilità – spiega Ernesto Pernat, gestore della struttura – vedremo poi quali saranno i servizi per i quali si potrà accedere al bonus». Aperte nel 2012, poi ristrutturate nel 2015 e adesso in procinto di rinnovarsi di nuovo, le terme di Gambassi possono contare sulla frequentazione dei residenti della zona, ma anche di molti pellegrini (soprattutto in orario serale) e turisti. «Le cure sanitarie che facciamo qui – spiega Pernat – rientrano già nella convenzione con la Asl, quindi sono già rimborsate col ticket, ma tutti gli altri servizi no. Per esempio i corsi posturali e tutta la parte olistica non rientrano nella convenzione, quindi potrebbero essere rimborsati col bonus dello Stato». Il «Bonus Terme» è stato varato dal Governo pochi giorni fa (anche se il decreto è del primo luglio scorso) e ha una copertura di 53 milioni di euro. In teoria, l’intervento statale vorrebbe sostenere con un incentivo il settore particolarmente colpito dall’emergenza Covid e che ha potuto riaprire solo da pochi mesi. Ad usufruirne, senza limiti di Isee né di componenti del nucleo familiare, possono essere tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia: a disposizione un solo bonus, cioè uno sconto del 100% sul prezzo d’acquisto dei servizi termali prescelti, fino a un massimo di 200 euro. Sarà necessario semplicemente effettuare la prenotazione in uno stabilimento termale accreditato (ancora non è stata pubblicata la lista, si attende a breve sul sito del Ministero e di Invitalia), valida 60 giorni entro i quali dovrà essere spesa. Sarà poi l’ente termale a richiedere a Invitalia il rimborso del valore del buono utilizzato dal cittadino. «Abbiamo fatto grandi sforzi per riaprire dopo un anno e mezzo – spiega Pernat – e in piscina non faccio entrare più di trenta persone. Non avevamo fatto tanta pubblicità, siamo in una fase di transizione, non avevamo molte aspettative, perché c’è ancora un po’ paura. Invece la gente è molto contenta, mi fa piacere che vengano i nostri concittadini, portano i ragazzini di giorno, la sera abbiamo i pellegrini della Francigena, e magari qualcuno che viene la mattina e poi torna dopo il lavoro a godersi il tramonto». Le terme della via Francigena sono famose per le proprietà dell’acqua salsa di Pillo (dall’omonima località del comune di Gambassi in cui sgorga) e perché nel secolo scorso furono molto utilizzate da Gino Bartali e altri sportivi, che ne riconobbero i benefici per l’attività fisica. Il primo stabilimento viene aperto nel 1974 e, successivamente, viene completamente ristrutturato nel 2002/2003 e nel 2015. «Ma abbiamo intenzione di investire ancora. A dicembre rifacciamo tutto il piano dedicato alle cure sanitarie, dove faremo anche una grotta. Poi amplieremo la nebulizzazione e avvieremo una fase sperimentale con le cure epidermiche, per le quali siamo già in contatto con l’istituto di sanità – conclude Pernat – faremo anche la sauna e il bagno turco, anche se non si può ancora utilizzare».

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