Il dolore
Il Riesame annulla l’interdizione per l’ex manager dell’impianto biogas
Nell’inchiesta su Alia e sui presunti reati ambientali le misure erano state disposte anche per Marino Poggi
FIRENZE. Il tribunale del Riesame di Firenze ha annullato le misure di interdizione dai pubblici uffici, da tre mesi a un anno, emesse dal gip lo scorso maggio nei confronti di otto dirigenti e funzionari della società di igiene ambientale Alia spa e di altre aziende ad essa collegate. Le misure cautelari erano state disposte su richiesta della procura di Firenze nell’ambito di un’inchiesta su presunti reati ambientali. Nelle indagini, condotte dai carabinieri, era rimasta coinvolta anche la gestione dell’impianto di recupero di biogas di San Martino a Maiano nel comune di Certaldo. A questo riguardo, il Riesame ha annullato la misura dell’interdizione dagli incarichi per tre mesi emessa nei riguardi dell’ingegner Marino Poggi, difeso dall'avvocato Massimo Megli. Poggi era finito sul registro degli indagati in qualità di presidente del cda e direttore tecnico della società Torricelli srl e della società Certaldo Energia srl, parte dell’associazione temporanea di imprese (Ati) gestore di fatti dell’impianto di recupero di biogas di Case Passerini a Sesto Fiorentino e, attraverso la partecipazione paritaria di Certaldo Energia srl con Alia in QEnergia srl, gestore dell’impianto di Certaldo per il recupero del biogas. Il tribunale della libertà ha accolto i rilievi proposti dal difensore, che ha sottolineato come la misura cautelare non avesse più alcune ragione d’essere quando è stata emessa. A quella data, e molto prima, dal 30 giugno 2020, Poggi non rivestiva più alcun incarico nella gestione di Case Passerini e dell’ex discarica di Certaldo. Poggi, ha precisato la difesa nel ricorso, non è più presidente della Torricelli srl dal 26 giugno del 2020. Inoltre, con una delibera del 26 maggio 2020 l’intera quota di QEnergia detenuta da Certaldo Energia è stata ceduta ad Alia spa. Dunque, è la conclusione delle difesa accolta dal Riesame, l'ingegnere sarebbe stato interdetto da incarichi che non ricopriva più da circa un anno. Questi i destinatari delle altre misure interdittive annullate dal Riesame: Alessia Scappini, in qualità di direttore generale di Alia; Franco Cristo, indagato come dirigente gestione impianti di Alia; Alessandro Grigioni, in qualità di responsabile del polo San Donnino dell'impresa Alia spa, difeso dall'avvocato Lorenzo Zilletti; Francesco Tiezzi; Alfredo Noce, rappresentante legale della società di raccolta rifiuti Eurocorporation srl di Scandicci, la moglie di quest'ultimo Carmen Vaccai e le sorella Giovanna Noce, sue strette collaboratrici. Nell’ambito delle indagini era stato colpito da interdizione anche un nono indagato che però non ha presentato ricorso al Riesame. Le indagini, iniziate del 2016, sono state condotte dai carabinieri. Secondo i militari,Alia, società ambientale fiorentina a prevalente capitale pubblico, avrebbe gestito illegalmente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da «ammendante comportato misto, prodotto presso l'impianto Tmb, disperdendolo nell’ambiente con modalità non conformi a quelle previste dall'autorizzazione»; «smaltito illecitamente varie tipologie di rifiuti speciali non pericolosi presso la discarica di Case Passerini; scaricato sistematicamente sul suolo rilevanti quantità di percolato, prodotto presso l’ex discarica di Bosco ai Ronchi, all'interno di alcuni laghetti non impermeabilizzati; conferito presso vari impianti di ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi prodotti presso l'impianto di Faltona, utilizzando codici di classificazione non corretti solo per conseguire un ingiusto profitto indiretto rappresentato dal risparmio sui costi di gestione che altrimenti dovevano essere affrontati».
Matteo Leoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
