La manifestazione
Acqua termale, a Iano riparte la scommessa Via a uno studio
Il progetto di un imprenditore di zona è naufragato Ora il Comune vuol provare a proporre un bando
Giacomo Bertelli
MONTAIONE. Rimettere a bando la risorsa dell'acqua termale di Iano, frazione del comune di Montaione, tramite opportune verifiche al pozzo. È l'annuncio del sindaco, Paolo Pomponi, dopo che la concessione ottenuta da un imprenditore valdelsano, non si è concretizzata negli investimenti annunciati. L’amministrazione comunale vuole riavviare i contatti e tutte le pratiche con l’auspicio che vi possa essere qualche imprenditore a sfruttare la preziosa risorsa termale. Acqua calda con una temperatura costante a 38 gradi in un borgo le cui prime testimonianze risalgono agli Etruschi.
Prosegue la linea dell'amministrazione comunale di Montaione per valorizzare il territorio e cercare di attrarre nuovi imprenditori e sul quale dovrà vigilare la Regione Toscana, soggetto che poi, dopo le opportune verifiche, rilascerà la concessione. Nell’attesa di poter sondare il terreno intanto è stato affidato un incarico a una realtà di Certaldo, la quale dovrà valutare le attuali condizioni operative del pozzo termale. Una spesa intorno a 1500 euro per riavviare un importante progetto rimasto nel cassetto, sul quale l’amministrazione comunale confidava molto ma che poi alla fine è naufragato. Adesso si cerca di svoltare pagina anche perché, sfogliando le richieste e i sondaggi fatti in passato, vi sono stati approfondimenti anche da parte di altri proprietari di strutture proprio di Iano.
Le più recenti verifiche si attestano a cavallo fra il 2001 e il 2003, quando si arrivò fino a 400 metri di profondità con i saggi. Una concessione per lo sfruttamento dell’acqua termale che la Regione Toscana rilasciò il 21 luglio 2006 e oggi naufragata. Sondaggi, studi e valutazioni che anche in questo frangente non sono andate poi a buon fine. «Siamo pronti a rimettere in moto le pratiche per sondare il mercato. Purtroppo non sempre le operazioni imprenditoriali riescono a concretizzarsi, peccato perché ero molto contento della bontà e della solidità di quanto ci era stato proposto» ha spiegato il sindaco di Montaione, Paolo Pomponi.
Il progetto prevedeva la ristrutturazione di antichi edifici per dar vita ad un albergo. Un progetto che si sarebbe legato ad altri imprenditori montaionesi sul territorio. Una zona rurale quello di Iano, dove fra attività commerciali e molte strutture turistiche l’eventuale sfruttamento della risorsa termale potrebbe portare un ulteriore interesse verso questa zona, comportando a sua volta nuovi posti di lavoro.
La località di Iano infatti, sin dal passato, è stata teatro di importanti manifestazioni termali come testimoniano gli estesi depositi di travertino ed è nota per la presenza in affioramento dei terreni più antichi della catena appenninica. D’altronde la posizione di Iano e Gambassi Terme, dove si sfrutta acqua termale, rappresenta un importante elemento strutturale e dove in passato fra miniere e carbone, vi è stato un importante polo produttivo per il settore, come raccontato dagli storici del territorio. Un terreno che nel sottosuolo è stato studiato a lungo e nel corso dei secoli, pronto adesso a concedere una nuova opportunità.
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