Lutto
Progetto “geniale” in arrivo da Vinci per diventare capitale della cultura
Alla proposta ci sta lavorando una squadra di esperti con il coinvolgimento di aziende, associazioni ed enti
Marco Sabia
VINCI. Dovrà essere una proposta “geniale”, per rendere onore a quel genio universale che Vinci ha regalato all’umanità intera: Leonardo. Il Comune guidato dal sindaco Giuseppe Torchia si è recentemente candidato al ruolo di capitale della cultura per l’anno 2024, mettendosi in competizione con 24 città toscane ed italiane: sette città al centro, sette al nord e dieci tra sud ed isole. Il progetto della capitale italiana della cultura è nato nel 2014 da una idea di Dario Franceschini, allora (e tutt’ora) ministro dei Beni culturali e del turismo, a seguito della proclamazione della città di Matera a capitale europea della cultura 2019. L’iniziativa ha, tra gli obiettivi, quello di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e di “migliorare i servizi rivolti ai turisti”. E se Vinci riuscisse a vincere (ce l’ha già nel nome, per non essere scaramantici) su tutto il territorio vinciano ci sarebbe una ricaduta positiva, non soltanto economica. A spiegarlo è il sindaco Torchia.
Come nasce questa candidatura e perché?
«La candidatura a Capitale italiana della cultura è l’occasione giusta per chiudere, attraverso un progetto di sviluppo culturale di caratura nazionale, la lunga stagione dell’emergenza sanitaria e ridare slancio al settore turistico, oggi duramente piegato dall’emergenza sanitaria. Inoltre, è anche un’importante opportunità non solo per la città di Vinci ma per il territorio per misurare la capacità progettuale e programmatica su una dimensione diversa rispetto a quella strettamente localistica».
Che effetti può avere a livello economico?
«L’esperienza maturata delle altre città, ci dice che i benefici economici della nomina a Capitale della cultura cominciano a manifestarsi in genere qualche anno prima dell’evento e non si esauriscono con la sua fine, ma anzi continuano anche dopo. Queste esperienze portano sicuramente ad un aumento dei flussi turistici. Inoltre, l’esperienza delle celebrazioni del 2019 ci ha insegnato come queste occasioni siano elemento di stimolo per gli investimenti sia privati che pubblici. Infine, spronano le strutture turistiche e la rete commerciale esistente a migliorarsi a competere e fare meglio».
Quali altri benefici può portare oltre a quelli economici?
«Diventare Capitale della cultura può aiutare Vinci a riposizionarsi sul mercato, ampliare e diversificare la sua offerta culturale e turistica, creare una nuova immagine di sé stessa. Uno degli elementi di valutazione del dossier, che dovremo presentare al MibacT, è relativo alla ricaduta del progetto culturale sul sistema economico e sociale della città e del territorio. In pratica la cultura non fine a stessa ma leva per favorire lo sviluppo economico ed il benessere individuale e collettivo».
Che tipo di proposta farete per diventare capitale della cultura 2024?
«Un gruppo di esperti ci affiancherà per la definizione del dossier, da presentare al Ministero della Cultura. Vogliamo realizzare un progetto di sviluppo culturale, che sia anche un’opportunità di rigenerazione dell’identità economica, sociale e culturale della nostra città.
Si tratta una sfida avvincente, che non affronteremo da soli ma coinvolgendo le aziende del territorio, gli altri enti locali, le associazioni». —
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