Il Tirreno

Empoli

«Installazioni ridicole e le antiche mura nel degrado»

G.B.
«Installazioni ridicole e le antiche mura nel degrado»

Accuse di un docente universitario sulle condizioni del borgo medievale  

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CERTALDO. «Degrado, incuria ed incompetenza nelle cose fatte a Certaldo alto». È la denuncia e una profonda riflessione che arriva dal docente universitario di Siena, il certaldese, Alessandro Bagnoli. In un suo lungo ed elaborato pensiero in rete ha messo in evidenza alcune situazioni che «vanno a turbare la natura dello stesso borgo medievale», con l’invito finale a istituire come nella Siena del Trecento l’ufficio dell’ornato, un pubblico organismo per controllare la manutenzione dell’aspetto urbanistico. Fa riferimenti precisi il 69enne ex funzionario storico dell’arte alla Soprintendenza di Siena e Grosseto, dal 1980 al 2019, e mette sul tavolo esempi importanti, raccolti e condivisi anche da un altro volto molto conosciuto, come il professor Massimo Tosi. Volti autorevoli che vivono a Certaldo e che spesso si confrontano su temi d’attualità, come è successo in passato in merito al restauro dell’ex tabernacolo dei Giustiziati, a ridosso di piazza dei Macelli. Si parte dalle installazioni che durante il festival internazionale di strada, Mercantia, vengonosistemati sulle pareti degli edifici, come quello sulla ex torre del Rivellino. Bagnoli si interroga sulla necessità di mettere una realizzazione di «pessimo gusto, senza rispettare l’aspetto storico dell'antica architettura». L’attenzione si sposta poi alla porta del Sole, dove vi sono le mura coperte da enormi cespugli di capperi. Un problema che in verità interessa buona parte del borgo alto, dove a cominciare dalle mura, le erbacce crescono rigogliose, creando potenzialmente qualche grattacapo in termini di manutenzione e sicurezza: «Il paramento murario potrebbe collassare da un giorno all’altro, bisogna intervenire immediatamente, invece di aspettare che le mura crollino». Qualche dubbio anche sulla recente cartellonistica posizionata, come quella che si trova a porta al Rivellino, dove si spinge i visitatori a baciarsi: «La discutibile ironia, sconfina in un senso lampante del ridicolo». Duro attacco poi sulla recentissima ristrutturazione di Costa Vecchia, la strada parallela a via del Castello, per salire nel borgo alto: «Occorreva prima di tutto fare uno scavo archeologico. Adesso si vede più il cemento delle pietre, il selciato rifatto non ha più nulla che ricordi l’antico tracciato. Bisognava restaurare anche il sottarco d'ingresso, dove vi è un antico tabernacolo viario, ora quasi invisibile perché coperto da tubi e e fili». Servono rispetto e competenze, aspetti, secondo Bagnoli che, a partire da questi esempi, non vi sono stati. Da qui la proposta dell’ufficio dell’ornato, già realizzata nel 1300 dalla città di Siena: «Un organismo pubblico per controllare la manutenzione e affidare i lavori a ditte con competenze adeguate».

Osservazioni, queste, che arrivano dalla lunga esperienza di Bagnoli ora impegnato nel crescere laureandi in storia e metodologia del restauro, tutela e conservazione del patrimonio artistico. In passato, tra l’altro, è stato anche direttore del laboratorio di restauro della Soprintendenza e vicedirettore della Pinacoteca Nazionale di Siena, dal 1980 al 2010. —

G.B.

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