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“Porte aperte” ha bisogno di un mezzo ma nessuno ha donato un euro in sei giorni

Lucia Aterini
“Porte aperte” ha bisogno di un mezzo ma nessuno ha donato un euro in sei giorni

L’associazione aiuta 50 persone e l’unica auto che i volontari avevano a disposizione si è rotta e non è più riparabile

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Lucia Aterini

SOVIGLIANA. All’associazione “Porte aperte” serve un’auto o un piccolo furgone. Un mezzo di seconda mano, da 4-5mila euro. Come quello che hanno utilizzato finora, un Doblò del 2004, che purtroppo si è fermato e non può essere accomodato. Ma indispensabile per l’associazione che, nell’insieme, assiste una cinquantina di persone chi con problemi economici, chi di salute o di disabilità. Il problema, però, è che i volontari hanno fatto un appello con la speranza che qualcuno donasse. E, invece, niente. Neppure un euro in sei giorni.

Eppure a pochi chilometri da Sovigliana, a Castelfiorentino la storia della ragazza cacciata di casa dai genitori perché lesbica ha fatto scattare un meccanismo di solidarietà che, a livello nazionale, ha portato a un grande risultato. Sono stati raccolti circa 150mila euro. Nel caso di “Porte aperte” si sta parlando di cifre enormemente più infime. Purtroppo in questo caso non è scattato ancora nulla. All’associazione sperano che qualcosa si smuova in prima battuta soprattutto per una ragazza disabile che tutti i giorni viene a lavorare all’associazione. Deve, però, essere accompagnata e riportata a casa a Limite. «Ho quasi il nodo alla gola – spiega la presidente dell’associazione Grazia Becarelli – per questa ragazza, Carolina Manuela che ha 26 anni e che è stata al centro spastici di San Rocco. Si muove sulla sedia a rotelle e noi la stiamo facendo lavorare nell’ambito di un progetto di vita indipendente. Ci segue i social, lei scrive con una tastiera speciale grazie ai piedi. È anche referente per il personale, ha il compito di supervisionare il lavoro nel nostro laboratorio e al negozio della Coop». «È in gamba e ha grinta – va avanti la presidente – ma se non la facciamo lavorare noi, Carolina è costretta a rimanere a casa o a stare in un centro per disabili».

Il Doblò era indispensabile anche per le attività quotidiane dell’associazione e per le esigenze degli ospiti della casa di accoglienza aperta a Piccaratico dove abitano una decina di persone. «Ha accompagnato i viaggi di ragazzi che a piedi dovevano fare molta strada per raggiungere il posto di lavoro, i viaggi di madri che dovevano accompagnare i figli a scuola, i viaggi per raggiungere molte persone sole e per rispondere alle loro necessità, i viaggi di tutte le altre numerosissime attività sociali». «Purtroppo – va avanti la presidente – l’altro mezzo che abbiamo a disposizione è un camion».

La scorsa settimana hanno fatto un appello su Facebook per riuscire a intercettare qualche donazione. «Ci servirebbero circa 5mila euro – va avanti la presidente – e abbiamo pensato anche di fare una sottoscrizione a premi offrendo quello che produciamo, bomboniere, oggetti di arredamento. Oppure i nostri servizi come pulizia di giardini, allestimenti per feste o matrimoni». Se qualcuno volesse “rompere il ghiaccio” delle donazioni a “Porte aperte” e contribuire all’acquisto del mezzo le coordinate bancarie sono le seguenti: Iban IT26 N084 2538 1710 0003 0549 950 . —

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