Sicurezza
Sblocco delle assunzioni solo a settembre
Daniele Dei
EMPOLI. Alcuni lettori del Tirreno hanno segnalato in queste settimane code nell’ambito del pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, in attesa che venissero erogate loro le prestazioni sanitarie necessarie. Questo è di riflesso una delle conseguenze di questo periodo estivo dove è ormai a pieno regime il piano ferie del personale e quindi ci sono dei momenti in cui ci possa volere più tempo del normale per determinate azioni.
L’ospedale di via Boccaccio, riferimento dell’Empolese Valdelsa e della Zona del Cuoio, si trova a dover affrontare una nuova estate “calda” dal punto di vista dei numeri di infermieri in servizio: secondo le proiezioni del sindacato Nursind, infatti, ne mancherebbero oltre 200 in tutte le strutture dell’Asl Toscana Centro di cui circa 40 a Empoli.
A livello di pronto soccorso, in ogni caso, pare che le cose stiano migliorando. «La sofferenza si sta attenuando – spiega il referente sindacale del Nursind Gianni Piccini – sono entrate alcune forze nuove che in parte hanno colmato le assenze per ferie, anche se vanno inserite e per certi versi sono i dipendenti più “anziani” a farsi carico di certi aspetti. Per il resto la carenza di personale resta la stessa del periodo antecedente al Covid, il personale risponde a questo sacrificandosi un po’ di più ed effettuando dei rientri aggiuntivi nella turnazione rispetto agli altri periodi dell’anno».
Questo quadro secondo il sindacalista lo si può estendere dal pronto soccorso al resto dei reparti medici e chirurgici del “San Giuseppe”. «Il problema delle ferie di quest’anno – continua Piccini – è che a causa del Covid proveniamo da 17 mesi in cui i giorni liberi vengono concessi con il contagocce. Per fare un esempio, chi ha lavorato nelle terapie intensive o nelle medicine Covid si ritrova oggi ad avere 20 giorni di ferie arretrate oltre a quelle maturate nel 2021. Questo in un contesto dove ci sono stati importanti carichi di lavoro, stress accumulato, tutto questo nell’impossibilità di avere periodi per staccare. Oltre a sopperire alle carenze croniche, in questi mesi si è dovuto aprire nuovi reparti, andare anche a dare man forte anche nelle residenze sanitarie per anziani in cui si erano verificati i problemi principali. Per cui è normale che il personale a questa estate sia arrivato ancora più stanco. Quei 40 infermieri che oggi mancano servirebbero in qualche modo a tirare il fiato».
Quello che chi resta è riuscito a fare è attivare un percorso di solidarietà tra colleghi. «Nel comporre i turni – fa sapere il rappresentante del Nursind – abbiamo cercato di inserire ogni tanto almeno dei pomeriggi o delle mezze giornate per dare la possibilità agli altri di tirare il fiato. Però avere una settimana di ferie consecutive è impossibile».
Il problema delle turnazioni ferie è direttamente connesso a ogni singolo reparto: per esempio in un reparto di medicina interna ci sono tre infermieri per turno e quindi non possono andare in vacanza più di questa cifra. Un aiuto, da agosto, arriverà invece da Fucecchio: il prossimo mese, infatti, chiuderà il centro artoprotesico del “San Pietro Igneo” e parte dei personale andrà a Empoli a dare mani forte ai colleghi. Nonostante nel periodo del coronavirus fosse stata cessata l’attività chirurgica per fare posto alle cure intermedie del Covid-19, ad agosto si è optato lo stesso per lo stop, anche in questo caso per permettere al personale di poter smaltire le ferie accumulate. —
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