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Keu, la Regione ha disposto nuove indagini sulla 429

Keu, la Regione ha disposto nuove indagini sulla 429

Incontro tra l’assessora Monni e i sindaci interessati dall’inchiesta sui fanghi. I controlli nel tratto empolese sono fissati già per la prossima settimana  

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EMPOLI. La prossima settimana ci saranno nuove verifiche sulla 429 per allargare il raggio dei carotaggi sotto la nuova strada. Lo ha anticipato l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni in un incontro con i sindaci interessati dall’inchiesta sui fanghi conciari e sugli scarti contaminati usati per costruire la nuova strada. Anche la sindaca di Empoli Brenda Barnini ha partecipato alla riunione sul piano di controlli realizzato in collaborazione con Arpat sulla vicenda Keu (le ceneri derivate dai fanghi). In una nota la Regione ha spiegato che sono state illustrate le situazioni di ciascun sito dove sono stati portati gli scarti contaminati e condivisi i contenuti dell’intervento finanziario aggiuntivo che la Regione ha messo in campo per supportare la complessiva attività di Arpat.

Nell’ultima seduta della giunta regionale è stata approvata una delibera che mette a disposizione 72mila euro in favore dell’Agenzia per le attività di indagine e monitoraggio dei pozzi ad uso domestico.

«Le risorse serviranno per coprire le ulteriori analisi tecniche da effettuare nei siti – ha aggiunto Monni – che richiedono un supplemento di approfondimento e per il monitoraggio dei pozzi lungo la 429 nell’Empolese per tutto l’anno, come proposto dalla stessa Arpat, oltre che per la modellazione idrogeologica. Nei prossimi giorni inoltre convocheremo una riunione specifica con il Comune di Empoli per approfondire gli esiti delle analisi effettuate nell’ambito dell’attività d’indagine della Procura della Repubblica di Firenze e che sono stati diffusi a seguito di nulla osta della stessa».

Nello specifico, sulla 429, già la prossima settimana sono previste altre indagini lungo tutto il percorso del lotto V, per caratterizzare tutto il rilevato.

Le indagini andranno a definire un piano di caratterizzazione e «costituiranno il quadro conoscitivo tecnico sul quale sarà redatto il progetto di analisi di rischio e bonifica del sito, dove sarà localizzata e dimensionata la sorgente di contaminazione».

Contemporaneamente Arpat ha comunicato che proseguirà il monitoraggio delle acque superficiali mediante campionamento e analisi dei pozzi privati esistenti con cadenza trimestrale, al fine garantire la sicurezza dei cittadini.

In merito alle competenze, vista l’avvenuta notifica da parte di Arpat del superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per il cromo e l’antimonio, in uno solo dei cinque campioni di terre prelevai e analizzati a maggio, «la Regione provvederà ad individuare – si spiega dal Comune – il responsabile della contaminazione e ad intimare le necessarie procedure e risorse destinate alla bonifica del sito contaminato. Su questo aspetto specifico di dovranno attendere le valutazioni della Regione essendo questo sito di proprietà della Regione stessa». —



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