Inchiesta Keu, sulla 429 la Regione dispone nuovi controlli di Arpat
Le dichiarazioni dell'assessora Monni che presenterà il piano ai sindaci. Il comitato torna a sollecitare le istituzioni
EMPOLI. Da una parte il comitato “Contro il Keu” chiede interventi rapidi «dopo che sono trascorsi tre giorni dall’invio della relazione alla Procura in cui si evidenziano valori elevati degli inquinanti». Dall’altra parte la Regione risponde attraverso l’assessora all’ambiente Monia Monni che spiega «Faremo effettuare ad Arpat nuovi controlli».
«La Regione è in prima linea sulla vicenda Keu per assicurare il corretto svolgimento delle attività a tutela della salute e dell’ambiente. Serve dire con estrema trasparenza che per ogni sito individuato nell’ambito dell’inchiesta della Dda (direzione distrettuale antimafia) di Firenze sono necessarie procedure ad hoc e specifici tempi d’intervento». Così l’assessora all’ambiente Monia Monni che preannuncia un piano di interventi e lo stanziamento di risorse aggiuntive, finalizzati alla tutela della salute dei cittadini.
«Sulla 429, oltre alle attività d’indagine della Procura – va avanti – abbiamo predisposto, di concerto con Arpat, un piano di indagini e interventi che saranno funzionali ad assicurare la massima tutela della salute e dell’ambiente. La presenza di keu è solo la precondizione per delimitare, con ulteriori analisi che effettueremo con l’agenzia, le aree che dovranno essere oggetto degli opportuni interventi (rimozione, messa in sicurezza o bonifica)».
«Questo giovedì – spiega l’assessora Monni – sempre insieme ad Arpat, illustrerò tutto il piano ai sindaci. A conferma dell’impegno che la Regione sta mettendo in campo è stata approvata una delibera di giunta che stanzia 72.000 euro di risorse regionali aggiuntive a favore dell’agenzia per lo svolgimento delle attività suddette e per la prosecuzione del monitoraggio dei pozzi ad uso domestico. Inoltre, le risorse serviranno a sviluppare un modello idrogeologico a supporto dell’attività di campionamento».
Il comitato spiega che «torniamo a chiedere con forza la necessità di estendere i controlli sui terreni lungo tutto il tratto della 429 e di programmare un piano di monitoraggio delle acque dei pozzi privati e delle acque di rii e fiumi per verificare l’eventuale inquinamento delle falde. Riteniamo indispensabile che si faccia di tutto per tutelare la salute pubblica e dell’ambiente». —
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