Gioco
Dopo 70 anni di attività passa di mano l’edicola di via Carrucci
Empoli, a lasciare è Franco Hrovat, 69 anni, cresciuto nel chiosco. Ora arriva Marco Frulloni, già edicolante a Ponzano
EMPOLI. «No, non ho fatto niente l’ultimo giorno nella nostra edicola, guardi ho il nodo alla gola...». Franco Hrovat, 69 anni, di Empoli, ha lasciato il chiosco storico in via Carrucci dove è stato fin da quando era un bambino. Perché l’attività era dei suoi nonni, Corrado e Annina Ramagli che la presero nel 1953. E poi è passata a sua mamma Pina. Solo spostata di poche decine di metri, ma sempre in via Carrucci. L’unica cosa positiva, per Franco e per sua moglie Manila Barbetti che ha lavorato insieme a lui, è il fatto che questa edicola non chiuderà, come purtroppo è accaduto a tante altre rivendite. Ora ci sarà Marco Frulloni, 40 anni, a riprendere in mano il tutto. Franco Hrovat ha fatto anche altri lavori: il ceramista e l’operaio in una grande azienda alimentare. Ma è sempre stato partecipe dell’attività della famiglia. «Anche quando ero bambino nell’estate venivo al chiosco e aiutavo mio nonna – racconta – poi è subentrata mia madre. E ci sono sempre stato. Nel 1992 lei è morta e allora ho lasciato il lavoro fuori e mi sono dedicato completamente alla rivendita insieme a mia moglie».
Da via Carrucci Franco ha visto passare milioni di persone e ha servito centinaia di migliaia di persone. «Pensi – spiega – che abbiamo ancora i clienti di mia nonna, famiglie che si trasferirono nel quartiere dopo guerra e qui sono rimaste. E a qualcuno, soprattutto a quelli più anziani, va ancora a portargli il giornale a casa.
«Tanti i ricordi – va avanti – troppi, ho avuto tantissimo dai clienti e addirittura a Natale abbiamo ricevuto anche dei regali, anche piccoli pensieri per il rapporto di amicizia e di affetto che ci lega a queste persone».
Hanno fatto l’inventario e martedì 29 toccherà a Marco Frulloni alzare la saracinesca. Per lui non si tratta di una novità: «Avevo una rivendita di giornali a Ponzano con la mia famiglia – racconta – poi i miei genitori sono andati in pensione. Sono rimasto solo e ho deciso di prendere qualcosa di più piccolo». E vuol scommettere su questa attività.
« Ho intenzione di ampliare i servizi – spiega – fare pagamenti, ricariche telefoniche, vendere giocattoli e bigiotteria». «Credo ancora in questo tipo di attività – conclude – anche se le vendite dei giornali sono calate, le edicole non moriranno mai». —
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