Sicurezza
Giovani e laureati per un incarico da bidello Ma i posti sono pochi
EMPOLI. Circa 6.300 domande per 140 posti da amministrativi in organico di diritto, 45 assistenti tecnici di laboratori e 360 da collaboratori scolastici. È questo il quadro che emerge nell'Empolese Valdelsa legato al bando per supplenze nel mondo della scuola che si è chiuso il 26 aprile scorso e per il quale, nei primi giorni di luglio, è attesa l’uscita delle graduatorie provvisorie. Questo contesto denota, ora più di prima, come anche un posto nell’ambito della scuola da bidello sia oggi considerato come un modo per accedere a un reddito sicuro, seppur basso, garantito dallo Stato. Per questo motivo tra le persone che hanno fatto richiesta ci sono molti giovani e persino laureati: pur di non stare a casa, si cerca almeno una sistemazione. L’allarme sociale di cui questa situazione ne è la cartina tornasole viene confermato da Saverio Belmonte che, per la Flc Cgil, segue gli undici istituti comprensivi dell'Empolese Valdelsa (uno per comune fatta eccezione per quello unico di Gambassi Terme e Montaione e i due di Empoli) e le sei superiori di Empoli, Fucecchio e Castelfiorentino. «Le domande sono aumentate rispetto a tre anni fa – spiega il sindacalista – la richiesta interessa una molteplicità di persone che hanno perso il lavoro anche a 50 anni, cassaintegrati e chi sa già di non vedere la riconferma del proprio contratto con lo sblocco dei licenziamenti. La scuola, dopo gli effetti del Covid, è diventata un salvagente sociale: tutti si precipitano ma non c’è una risposta ministeriale adeguata. Infatti ci dovrebbe essere un aumento delle assunzioni, invece ci troviamo con le problematiche degli anni scorsi».
La Camera del Lavoro di Empoli infatti fa presente come non ci sia stato uno sforzo da parte degli organismi governativi della scuola affinché ci fosse un aumento dell’organico compatibile con le nuove mansioni che vengono affidate al personale Ata, una su tutte le sanificazioni da eseguire a ogni cambio dell’ora nelle classi. «Lo scorso anno era stato assegnato alle scuole il cosiddetto “organico Covid” aggiuntivo che non verrà riconfermato – prosegue Belmonte – questo significa che molte scuole del territorio provinciale non saranno in grado nemmeno di riaprire per carenza del personale minimo necessario a coprire l’orario. Grave è la situazione del comprensivo Empoli Ovest, il quale con i suoi 19 plessi è tra i più grandi della Toscana. Nel 2020/21 non c’erano nemmeno i collaboratori scolastici utili a coprire tutte le turnazioni del personale tra mattina e pomeriggio». Secondo la Cgil i posti disponibili citati sono però destinati a ridursi in quanto, al momento dell’uscita delle graduatorie, da lì vengono tolti coloro i quali vengono confermati e le figure legate ai trasferimenti di personale. Per fare un esempio, lo scorso anno in tutta la città metropolitana di Firenze furono banditi 1.800 posti da collaboratore scolastico ma gli assunti furono 440. All'uscita della graduatoria provvisoria ci saranno dieci giorni di tempo per i ricorsi in modo tale da avere ad agosto le liste definitive.
«Stiamo parlando di persone sottopagate – conclude il sindacalista – gli Ata prendono sui 900 euro al mese per un primo livello, che diventano 1.150 per amministrativi e assistenti tecnici. Nel precedente rinnovo contrattuale il salario era aumento di una media di 80 euro lordi, come sindacato dobbiamo impegnarci ad avvicinare gli stipendi a quelli dei colleghi nel resto di Europa». Preoccupazione infine anche per le cattedre: la Cgil parla di un taglio di 33 a livello provinciale a settembre. —
Daniele Dei
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