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Aquatempra: «Impossibile riaprire la piscina prima Perso il 60% del fatturato»
EMPOLI. La piscina comunale di Empoli non riaprirà prima della data fissata del 26 giugno prossimo. A confermarlo è il presidente di Aquatempra, Alessandro Manetti. «La scelta che abbiamo fatto è stata ponderata sulla base della situazione finanziaria dovuta alla pandemia – dice – e alle necessità organizzative. Riaprire un impianto come questo non è uno scherzo e non siamo nelle condizioni di farlo prima di quella data». Nelle ultime settimane, in particolare dopo che il governo aveva dato il via libera alle riaperture all’esterno dal 15 maggio, molte sono state le voci che si sono levate contro la decisione della società che gestisce l’impianto empolese - oltre a quelli di Certaldo e Fucecchio - di rimettere in funzione le vasche esterne alla fine di giugno. In particolare quelle di atleti, famiglie e società sportive che da ottobre sono state costrette a spostarsi in altri impianti toscani per continuare ad allenarsi. Mentre il Meeting Città di Empoli, organizzato dalla TNT Empoli per lo scorso fine settimana, si è svolto a Livorno.
Una petizione lanciata dalla Aquateam Nuoto Cuoio Asd, società che fa attività in acqua per persone con disabilità tra Empoli e Fucecchio, per la riapertura al più presto di una struttura nel circondario ha raccolto finora quasi 3mila firme e le adesioni continuano a crescere. «La nostra società ha 44 dipendenti tutt’ora in cassa integrazione – continua Manetti – e l’anno scorso abbiamo perso oltre il 60% del fatturato. Più della metà dei 2 milioni e 300mila euro incassati l’anno precedente. Solo nel periodo estivo del 2020, quando le piscine vennero riaperte, il calo è stato del 52% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel frattempo i costi per il mantenimento degli impianti sono rimasti. In queste condizioni non possiamo permetterci di riaprire prima perché rischieremmo di aumentare le uscite senza nessuna garanzia di copertura dagli ingressi».Ma i motivi della decisione della società partecipata dai comuni sono anche organizzativi. «Riattivare gli impianti richiede tempo –prosegue – riempire le vasche, adattare gli spazi alle norme imposte dai decreti, tagliare l’erba, svolgere i lavori di ripristino degli ambienti dopo mesi di chiusura non si fa in due giorni. Stiamo lavorando da settimane alla riapertura e non è possibile anticipare». Nessun margine per chi in questi giorni ha chiesto un ripensamento. E in particolare per quegli atleti, quei dirigenti e quelle famiglie esasperate dai chilometri e dagli spostamenti. Soggetti che - come annunciato dallo stesso presidente dal Team Nuoto Toscana di Empoli Giovanni Pistelli nei giorni scorsi - avevano chiesto a novembre di poter utilizzare uno dei tre impianti del circondario pagando le spese vive. «I costi mensili per tenere in funzione una piscina comunale – spiega ancora Manetti – sono enormi, diverse decine di migliaia di euro. Noi prima di tutto abbiamo cercato di salvare Aquatempra dalla crisi, evitando di scaricare il peso finanziario di questa situazione sulla cittadinanza, e poi di riorganizzarci per arrivare pronti alla ripartenza. Le società sportive che si allenano qui sono solo una piccola parte della nostra utenza, il grosso del finanziamento arriva dalle famiglie e da coloro che frequentano la piscina per il nuoto libero e per i corsi». Mentre sulle preoccupazioni per la riapertura delle vasche interne dopo la stagione estiva, Alessandro Manetti risponde: «Se la situazione sanitaria, come ci auguriamo, sarà tranquilla e non saremo costretti a nuove restrizioni non ci sono motivi per cui tenere chiusi gli impianti da settembre». —
Marco Pagli
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