Il dolore
Il lupo a Montelupo, uccise due caprette
I consigli degli esperti: «Non lasciare fuori resti di cibo e non lasciare liberi i cani durante le passeggiate»
Montelupo. Avvistamenti di lupi a Montelupo e nei giorni scorsi un episodio di predazione in un piccolo allevamento: due caprette tibetane uccise sul versante che dall’Arno sale verso Malmantile. Fino a qualche anno fa i lupi sembravano scomparsi, ora si registra un incremento di esemplari di questa specie che si muovono lungo tutta la dorsale appenninica, spostandosi molto velocemente anche in altre zone.
I lupi hanno un’area di movimento quotidiano molto ampio che può superare addirittura i cento chilometri: quindi il criterio di stanzialità degli esemplari adulti va riportato su questa scala, che prescinde dal singolo bosco, collina, o territorio comunale. La Toscana è tra le regioni al momento dove il ritorno di questo mammifero è avvenuto in maniera importante. Nel nostro territorio i fenomeni di ibridazione tra lupi e canidi sono assenti e gli esemplari analizzati, ad esempio a seguito di incidenti stradali, si sono sempre rilevati lupi puri. La presenza del lupo, come spiegano gli esperti Emiliano Mori e Duccio Berzi, «non deve però impaurire l’uomo, ma indurlo ad acquisire consapevolezza e ad adottare i comportamenti conseguenti. Il lupo di per sé è un animale schivo che si tiene lontano dall’essere umano, di cui ha fondamentalmente timore. La difficoltà che oggi sembra caratterizzare la convivenza tra i mammiferi predatori e l’uomo ha tra le sue radici anche le profonde trasformazioni sociali che hanno accompagnato la fine della cultura contadina».
« L’antropizzazione dei boschi da un lato e la perdita delle conoscenze basilari in merito ai comportamenti da tenere sono elementi di criticità nella relazione fra uomo e lupo – spiegano – Fra le indicazioni da tenere presente, vanno avanti gli esperti, ricordiamo di non lasciare fuori dalle abitazioni -soprattutto in contesto rurale- resti di cibo, perché gli animali potrebbero essere attirati dall’odore, e a non lasciare liberi i cani durante le passeggiate nei boschi e nei campi: il lupo infatti ha paura dell’uomo, ma può attaccare un altro animale con cui si crea la dinamica “cacciatore/preda” e tale situazione può divenire pericolosa anche per l'accompagnatore».
«I lupi sono tornati a popolare i nostri boschi – aggiunge l’assessore all’ambiente Lorenzo Nesi – complice l’abbondanza di prede tra cui caprioli e cinghiali. Non bisogna averne paura ma, partendo da questa consapevolezza, imparare a farne nuova conoscenza e a conviverci, evitando di creare situazioni critiche che potrebbero mettere a rischio i nostri animali di affezione o da cortile». —
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