Il Tirreno

Empoli

normalità dopo il virus 

Torna la Prima Comunione ma con bimbi divisi su tre turni

Marco Sabia

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CERRETO GUIDI. L’appuntamento con la prima comunione ai tempi del Covid: tra ieri e oggi 37 bambini e bambine della parrocchia di San Leonardo hanno ricevuto o stanno per ricevere il sacramento dell’Eucarestia, per la prima volta. Nella chiesa di Cerreto Guidi i bambini dovranno dividersi su tre turni, più propriamente su tre messe: padre Alessandro Locatelli – parroco che ha raccolto la pesante eredità di don Donato Agostinelli – ha predisposto tutto per la prima comunione in versione “quasi” normale; l’anno scorso, ad esempio, il sacramento venne celebrato ad ottobre e non a maggio, ma allora la situazione sanitaria era ben più buia e complessa e soprattutto c’era scarsità di dispositivi di protezione e i vaccini erano soltanto una speranza all’orizzonte. La celebrazione di questo passaggio di vita – rispettando comunque le disposizioni anti contagio – sa di piccolo/grande passo in avanti verso il ritorno alla normalità. Ma come sono state organizzate le prime comunioni dei bambini (9-10 anni, che frequentano la quarta elementare) della parrocchia di San Leonardo? Complessivamente ricevono la comunione in 37, ma sia per tenere i bambini a distanza e soprattutto per non affollare la chiesa, sono stati creati due gruppi da 12 e uno da 13, “spalmati” su altrettante funzioni religiose. Una messa ieri pomeriggio, due stamani: i bambini aspetteranno di ricevere l’eucarestia su sedie distanziate, tenendo la mascherina. Ogni bambino ha “diritto” ad avere fra le panche della chiesa otto familiari (con mascherina), anche perché pure genitori e parenti non devono assembrarsi; dopo ogni messa la chiesa verrà sanificata per la funzione successiva. Il parroco e i suoi collaboratori si igienizzeranno le mani prima di distribuire l’ostia e il bambino si abbasserà la mascherina giusto per il tempo necessario a mettere in bocca il simbolo del corpo di Cristo; gli altri presenti che vorranno ricevere l’eucarestia non dovranno spostarsi dal proprio posto e tanto meno incolonnarsi, perché verranno raggiunti dai collaboratori del parroco con le ostie consacrate. Insomma, un’organizzazione meticolosa per far sì che quello con la comunione sia un appuntamento importante e da affrontare in maniera serena, rifuggendo il pensiero della pandemia. «Nel 2020 – spiega padre Alessandro – le comunioni vennero spostate ad ottobre mentre stavolta per fortuna possiamo celebrarle a maggio, come da tradizione, perché la situazione è migliorata. Noi abbiamo fatto delle prove ma i bambini sanno benissimo come comportarsi. Pur dovendo prendere tutte le precauzioni, sarà una prima comunione a tutti gli effetti».

Non finisce qui, perché domenica prossima i bambini che hanno fatto la comunione prenderanno parte anche alla processione del Corpus Domini, camminando lungo il percorso dell’Infiorata. Pure per abbellire il centro con petali e colori, è stato necessario adattarsi ai dettami della pandemia: invece di lavorare a gruppetti, gli infioratori faranno singolarmente a casa dei quadri più piccoli. —

Marco Sabia

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