Il Tirreno

Empoli

al pronto soccorso dell’ospedale  

Vertigini che celano l’ ictus Al San Giuseppe una ricerca con la Harvard University

Vertigini che celano l’ ictus Al San Giuseppe una ricerca con la Harvard University

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EMPOLI. Il San Giuseppe di Empoli al centro di un lavoro sulle vertigini insieme anche alla Harvard University.

È stato avviato un progetto di ricerca internazionale, tra cui gli Stati Uniti, al quale partecipa il dottor Simone Vanni, direttore della Medicina d’urgenza del San Giuseppe con l’obiettivo di produrre le prime linee guida mondiali sulla gestione in pronto soccorso dei pazienti con vertigine acuta.

Come si spiega in una nota dell’Asl Toscana Centro, «Saper gestire nelle prime ore questo tipo di sintomi è fondamentale per identificare in tempi rapidi tra le varie cause le patologie più gravi, come ad esempio l’ictus, e trattarle con le terapie più adeguate».

Il progetto di ricerca ha la durata di un anno e ne fanno parte nomi illustri di importanti università e strutture ospedaliere, dalla Harvard Medical School, Beth Israel Medical Centre, alla Mayo Clinic, alla Johns Hopkins School of Medicine.

«Sono orgoglioso di essere stato invitato a partecipare a questo gruppo di ricerca all’interno del quale ci sono nomi illustri della medicina internazionale – ha detto il dottor Simone Vanni – Riuscire a stilare per primi linee guida sulla vertigine è un segnale di grande passo in avanti per la gestione di questi pazienti in fase acuta». «Oggi circa il 3% dei pazienti accedono in pronto soccorso accusando sintomi assimilabili alle vertigini, che di solito sono legate a patologie benigne – va avanti il dottor Vanni – ma che nel 10% dei casi potrebbero nascondere patologie più gravi come l’ictus. Per questo è fondamentale avere linee guida sulla gestione in acuto della vertigine, per gestire il paziente in modo corretto e in tempi rapidi».

Il dottor Vanni da oltre dieci anni si è interessato al tema contribuendo con alcuni colleghi dell’ospedale Careggi alla pubblicazione di alcuni importanti studi. La ricerca ha ipotizzato e validato un algoritmo per riconoscere in fase acuta le vertigini e differenziarle, invece, da processi infiammatori dell’orecchio interno, come ad esempio la cosiddetta labirintite.

Il quadro clinico di ictus deve essere prontamente identificato soprattutto per quei casi che possono essere trattati nelle prime ore con una terapia trombolitica.

Anche l’ospedale San Giuseppe rientra nella rete territoriale, coordinata dal dottor Pasquale Palumbo, direttore Area malattie cerebrovascolari e degenerative dell’Asl Toscana Centro, di collegamento tra otto ospedali aziendali (San Giovanni di Dio di Firenze, Santa Maria Annunziata, Santa Maria Nuova, Ospedale del Mugello, Ospedale di Pistoia, Pescia, Prato) e l’Azienda Careggi per attivare interventi tempestivi in fase acuta di ictus, sia di tipo ischemico che anche di tipo emorragico. —



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