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Premio al maestro del Sangiovese se lo aggiudica un certaldese
CERTALDO. È il certaldese Alessandro Campatelli ad aggiudicarsi il premio “Giulio Gambelli”, dedicato al maestro del Sangiovese, scomparso nel 2012. Enologo e amministratore unico della cantina Riecine di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena, per Campatelli, 38 anni, è una soddisfazione senza eguali, in ricordo e in onore di suo nonno Sirio, che aveva una cantina a Sant’Andrea di Gavinalla fra Certaldo e Gambassi. Lui che è laureato in viticoltura ed enologia all’università di Pisa e più che mai legato al territorio di Certaldo.
Un premio che gli è stato consegnato dal Consorzio del Chianti Classico alla ex scuola Marescialli in piazza Stazione a Firenze. Una sorpresa perché per poter sperare di vincere questo ambizioso premio ci sono due modalità: una autocandidatura o la nomina da parte di un giornalista accreditato del settore enologico. Nel caso di Campatelli è stata la seconda modalità: «Fui chiamato a marzo e mi venne comunicata la mia candidatura. A fine aprile la giuria degustò tutti i campioni di vino, senza sapere minimamente la provenienza. È stato un vero e proprio salto nel buio», spiega Campatelli. Un premio prestigioso che ha coinvolto una cerchia ristretta di enologi. Sono solo 20 in tutta Italia i profili come quello di Campatelli, sotto i 40 anni con una laurea nel settore e che a loro volta siano a capo di tutta la gestione del processo produttivo. Il riconoscimento promosso da Aset Toscana (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network IGP – I Giovani Promettenti, gli è stato consegnato dal presidente Aset Leonardo Tozzi. Secondo la giuria che ha assaggiato i vini della cantina di Gaiole in Chianti, Alessandro è colui che più si è avvicinato al modo di “fare vino” dell’inimitabile maestro del Sangiovese: massimo rispetto della materia prima, esaltazione della varietà, dell’annata, delle caratteristiche del territorio. –
Giacomo Bertelli
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