Il Tirreno

Empoli

Col virus i ragazzi scoprono la “Radio Lina” e Giallo Mare Teatro vince un premio

paolo santini
Col virus i ragazzi scoprono la “Radio Lina” e Giallo Mare Teatro vince un premio

Il direttore Renzo Boldrini racconta le sperimentazioni fatte attraverso gli spettacoli a distanza per i giovani  

3 MINUTI DI LETTURA





riconoscimenti

paolo santini

Eccellenze empolesi nel teatro. Nell’ambito dell’edizione 2021 degli Eolo Awards, sono stati comunicati i premi annuali assegnati dalla rivista online Eolo alle eccellenze italiane del teatro per l’infanzia e la gioventù, dedicati alla memoria di Manuela Fralleone, che si svolgono dal 2006 all’interno del festival milanese, organizzato dal Teatro del Buratto e da Elsinor. I premi sono stati conferiti a personalità che si sono distinte negli anni nel teatro per ragazzi, con la speranza di una ripartenza feconda e di creazioni sempre più rilevanti, rivolte ad un pubblico così particolare, nel solco della sperimentazione di nuove forme e linguaggi. Fra questi c’è stata una segnalazione speciale per i progetti di teatro a distanza di Giallo Mare Minimal Teatro. Abbiamo colto l’occasione per intervistare il direttore di Giallo Mare, Renzo Boldrini.

Cosa ci lascerà di buono, per quanto riguarda le attività teatrali, la pandemia? E cosa di cattivo?

«Rispetto alla professione teatrale la pandemia di cattivo ci lascia il rischio che tante piccole medie imprese di teatro e danza, per loro costituzione caratterizzate da lavoro intermittente e fragili sostegni pubblici, debbano chiudere la loro fucina produttiva. Di positivo la necessità di esplorare nuove strade, quando il pubblico è diventato invisibile, per far interagire i linguaggi teatrali con quelli della radiofonia, i linguaggi televisivi e le piattaforme social per continuare a dialogare con il pubblico fidelizzato e potenziale raggiungendolo nelle case, nelle scuole, trasformando il territorio in una scena diffusa».

Come è nato il progetto Radio Lina, che tanto è piaciuto ai bambini?

«Il progetto Radio Lina nasce innanzitutto da una ferma volontà delle istituzioni territoriali che sostengono stabilmente le nostre attività di Residenza Teatrale nell’Empolese Valdelsa e nel Basso Valdarno Pisano di favorire sperimentazioni di Teatro a Distanza con spettatori di ogni età. Volontà che noi abbiamo tradotto in progetti rendendo il corpo dei nostri attori sterminato fornendo loro varie protesi comunicative tecnologiche. Per quanto riguarda il linguaggio radiofonico abbiamo attivato tre differenti progetti: Radio Attiva, per giovani e adulti, Radio Rap per adolescenti e Radio Lina che ha coinvolto 61 classi di scuola primaria, con un audience di oltre 1200 ragazzi. Alle classi sono state regalate le radio per ascoltare sette radio-storie scritte e realizzate per il progetto e trasmesse da Radio Lady. L’ascolto ha attivato nelle scuole una grande risposta creativa dei ragazzi in termini d’invenzione narrativa, elaborazione grafica, costruzione di oggetti per visualizzare ciò che avevano immaginato ascoltando le storie. Materiali poi utilizzati per le due produzioni finali del progetto: un’azione scenica, un’ottava storia ma realizzata scenicamente nei giardini delle scuole aderenti al progetto, in ossequio alle norme anticovid, e la produzione di un video d’animazione dove gli attori agiscono in ambienti scenografici realizzati con le creazioni realizzate dai ragazzi. Il grande successo con bambini ipervisivi è l’averli fatti incontrare con un oggetto a loro sconosciuto come la radio e l’aver scatenato la loro fantasia per immaginare storie fatte solo di parole, suoni e musiche».

Proviamo a immaginare come sarà tornare in un teatro pieno di persone

« Tornare a vivere teatri pieni di persone è un desiderio che dovrà contare sul fatto che i teatri sono luoghi sicuri in termini di distanziamento (finché sarà necessario) e necessari in termini di coesione, aggregazione socio-culturale delle nostre comunità, oltre a luoghi indispensabili per la formazione dei cittadini più piccoli». Quanto è importante il pubblico in presenza per un artista di teatro?

« Il pubblico in presenza è indispensabile perché si parli compiutamente di teatro. Ma l’evoluzione tecnologica generale da sempre accompagna l’evoluzione della macchina scenica: in tal senso basta pensare alla tecnologia illuminotecnica scenica che dalle torce dei greci oggi si è evoluta fino all’utilizzo di generatori di luce, colori e immagini che riproducono sulla scena qualsiasi tipologia d'ambiente virtuale. Per questo è giusto sperimentare anche forme di Teatro a Distanza con spettatori incorporei o invisibili che sperimentino possibilità comunicative che non vogliono sostituire ma potenziare il fare teatro contemporaneo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore