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la polemica 

Salvadori: «Assurdo impedire le attività nei circoli»

M.P.
Salvadori: «Assurdo impedire le attività nei circoli»

La presidente del comitato Arci Empolese Valdelsa «Noi no, ma sport, eventi, feste e concerti nelle prossime  settimane avranno via libera»

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EMPOLI. Nuovo decreto, nuova ingiustizia per i circoli sociali, culturali e ricreativi del territorio. A fronte di un piano di riaperture che marcia a tappe forzate e che prevede già a partire da fine maggio le prime importanti novità sul fronte delle ripartenze, per i circoli il divieto di svolgere attività sociali e culturali si protrarrà fino al 1° luglio. Insomma, se dal 24 maggio si potrà tornare a fare attività in palestra, dal 1° giugno si ripopoleranno gli spalti in occasione di eventi sportivi e dal 15 giugno ripartiranno feste, ricevimenti, matrimoni e parchi tematici, gli oltre settanta circoli del territorio non potranno organizzare una proiezione, una rappresentazione teatrale, un corso di ginnastica, un pranzo sociale o una tombola fino all’inizio di luglio. «Siamo di nuovo al paradosso per cui si differenzia non in base al tipo di attività, ma alla tipologia di ente promotore – attacca Chiara Salvadori, presidente del comitato Arci Empolese Valdelsa – non si capisce il perché di questa discriminazione, che è assurda. Se un’attività è concessa in un luogo, come mai non è possibile svolgerla all’interno di un circolo? Fin dallo scoppio della pandemia siamo stati i primi ad attenerci alle regole e quando abbiamo potuto ripartire abbiamo applicato al massimo i protocolli». In conseguenza della seconda ondata, i circoli erano stati penalizzati nell’attività di somministrazione rispetto a bar e ristoranti non potendo effettuare né l’asporto, né le consegne a domicilio. Un situazione sanata solo alla fine di marzo con una circolare che li equiparava ai locali privati. Adesso, nel momento in cui vengono riattivate molte delle attività che vengono normalmente svolte dai circoli, questi ultimi subiscono una nuova discriminazione. «In base al nuovo decreto sport, eventi, feste e concerti all’aperto vengono riattivati di qui alle prossime tre settimane – continua Salvadori –- si tratta di luoghi dove si potranno assembrare molte più persone rispetto a quelle che vengono ospitate all’interno dei nostri circoli e soprattutto con maggiore difficoltà di contingentamento e di rispetto delle norme. Tuttavia, i nostri locali rimangono chiusi alle attività sociali e culturali per un altro mese e mezzo. In questo modo non viene minimamente riconosciuto il nuovo ruolo all’interno delle comunità dove siamo attivi da sempre».

L’Empolese Valdelsa è uno degli esempi più limpidi di capillarità e presidio del territorio con oltre 70 circoli attivi in ogni frazione e località. Un tessuto che l’emergenza sanitaria e le restrizione che ne sono conseguite hanno messo in enorme difficoltà. «Finora abbiamo tenuto duro e siamo andati avanti nel rispetto delle regole - conclude la presidente Arci - adesso chiediamo di poter avere le stesse possibilità offerte agli altri». —

M.P.

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