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Empoli

esercizi pubblici 

La ripartenza del 1° giugno non esalta. I ristoratori empolesi divisi alla meta

Daniele Dei
Il ristoratore Antonio Sabatino (foto Carlo Sestini)
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Il ristoratore Antonio Sabatino (foto Carlo Sestini)

Empoli, c’è chi polemizza per i dehors chiusi e chi ancora attende i permessi per poter mettere i tavolini all’esterno 

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EMPOLI. Perché attendere il primo giugno quando c'erano le condizioni per consumare al coperto già adesso? Questa è l'opinione che si sono fatti generalmente i gestori di bar e ristoranti di Empoli dopo aver ascoltato le parole del presidente del consiglio Mario Draghi che lunedì ha fissato la calendarizzazione della cosiddetta “ripartenza” nel periodo Covid. C'è molto malumore anche perché, da giorni, in città viene denunciato che qualcuno utilizza impropriamente delle tensostrutture facendole passare come dehors, quando invece stanno chiuse su più lati.

«In questi giorni di brutto tempo ci ho visto persone mangiare dentro – spiega Francesco Di Benedetto, titolare de “La Ghiotta” - c'è chi fa il furbo e chi come me non riesce nemmeno a mettere due ombrelloni fuori. Questo in un contesto in cui la gente va a cena nelle aree di servizio delle autostrade e i centri commerciali, pieni di gente, riapriranno già dal fine settimana. Di fronte a questo, noi da oggi dovevamo già poter portare dentro le persone». La polizia municipale spiega che le strutture in sé sono regolari, ma quando si mangia all'interno le pareti esterne dovrebbero essere alzate e, se venisse riscontrata una situazione del genere, partirebbero delle sanzioni. «Se le persone devono mangiare dentro quelle tende chiuse – commenta Franco Cenci de “Il Galeone – meglio allora al coperto con le finestre aperte. Noi non abbiamo spazi esterni e confidiamo che il Comune ci rinnovi in queste ore il permesso di chiudere il tratto qua di fronte di via Curtatone e Montanara. Questo a prescindere dalla possibilità dal primo giugno di stare al coperto, visto che la gente gradisce maggiormente di mangiare all'esterno se il tempo lo permette. Noi è da 30 anni che siamo in questo posto e abbiamo deciso di stringere i denti». Per chi non ha spazi esterni attendere il primo giugno pare ancora una data lontanissima. «Il mio bar è come se fosse in zona arancione – spiega Antonio Sabatino del “Leontina” – ho fatto due volte domanda per gli spazi esterni ma non me li hanno ancora concessi, quindi sono ancora costretto a fare l'asporto. Ci aspettavamo di poter tornare a servire all'interno in questi giorni. Quando sarà possibile, gli empolesi inizieranno ad andare al mare e non avendo turisti non ci sarà compensazione».

Eros Condelli del “Bar Vittoria” vede il bicchiere mezzo pieno: «Da adesso però non ci possiamo più permettere di chiudere – spiega il locale presidente di Confesercenti – il fatto che, vaccini a parte, le persone vadano in giro e i contagi siano in calo dimostra come gli esercizi pubblici non fossero il male assoluto. Ho trovato problemi maggiori, e mai risolti, per esempio nel trasporto pubblico. Ora starà a noi gestire gli incassi delle prossime settimane per permetterci di sopravvivere quando ripartiranno le scadenza fiscali». —

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