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Striscioni a Lazzeretto «Salviamo San Pantaleo»

Daniele Dei
Striscioni a Lazzeretto «Salviamo San Pantaleo»

Sfumato ieri mattina l’atteso incontro col vescovo Migliavacca di San Miniato  Il comitato da anni si batte per il restauro della chiesa legata a Leonardo da Vinci

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Daniele Dei

CERRETO GUIDI. Non è abitudine per un vescovo essere accolto dai fedeli con degli striscioni e un presidio per chiedere attenzioni su una chiesa che sta andando in malora assieme a secoli di storia, arte e tradizione. Invece ieri mattina fuori dalla parrocchia di Santa Maria della Neve a Lazzeretto, frazione di Cerreto Guidi, si sono presentati gli aderenti al comitato che chiede il recupero di San Pantaleone Martire a Vinci, da anni abbandonata a se stesso. Si tratta dell'ultimo lembo di terra sotto la giurisdizione della Diocesi di San Miniato e per questo motivo i volontari hanno deciso di andare a manifestare civilmente le proprie richieste a monsignor Andrea Migliavacca nell'occasione in cui si era recato a Lazzeretto per celebrare le cresime. Il tutto è avvenuto poco prima delle 9: il vescovo di San Miniato è arrivato in macchina, è sceso ed è entrato subito in chiesa passando dalla porta della canonica, senza scambiare parole con i partecipanti al sit-in, i quali mostravano due striscioni gemelli con scritto “Restituiamo alle comunità di San Pantaleo e Apparita l'antica chiesa di San Pantaleone Martire, patrimonio della città di Vinci”. Si tratta di un luogo particolarmente legato alla storia di Leonardo da Vinci poiché la madre Caterina visse nelle pertinenze di questa parrocchia prima di raggiungere il figlio a Milano nel 1493. Dal 2000, quando arrivarono i fondi del Giubileo per sistemare il tetto, è iniziato un calvario a cui nel 2007 non bastò un lavoro messo in atto dai volontari: il legno è marcito, gli affreschi stanno scomparendo, l'acqua piovana filtra ovunque e al resto ci pensa il guano dei piccioni. Si era parlato in passato di una trattativa per la realizzazione qui di un ostello e centro congressi, poi la trattativa saltò. Chiesa e canonica, da anni, sono in procinto di essere ceduti all'Istituto Diocesano del Clero affinché la Chiesa possa monetizzarne una possibile cessione. Del resto, tutti gli altri ambienti del complesso religioso di San Pantaleo sono già stati trasferiti a tale ente giuridico. Su tutto questo, i volontari ieri hanno chiesto ancora una volta aggiornamenti e novità. «Avevamo avuto un incontro con Sua Eccellenza a ottobre – spiega Nicola Baronti in rappresentanza del comitato "Noi per San Pantaleo" – ci disse che ci avrebbe richiamato ma questo a oggi non è mai accaduto. Per questo speravamo almeno in un cenno da parte sua. Il presidio a Lazzeretto era un modo per cercare di dare al vescovo un segno concreto di attenzione a questo problema. Il Comune di Vinci sarebbe anche propenso a contribuire almeno all'impermeabilizzazione del tetto, ma essendo l'immobile della Diocesi di San Miniato spetta alla Curia provvedere in primo luogo». L'ultima mazzata che colpì la chiesa di San Pantaleone fu il “tornado” del settembre 2014, che travolse gli ambienti interni e provocò la successiva caduta, nel 2016, del secolare ippocastano nel giardino del sagrato. «La nostra è stata una manifestazione ordinata, che non voleva in alcun modo interferire con le funzioni religiose – conclude Baronti – di carattere propositivo, di ausilio per la realizzazione di un progetto condiviso con la popolazione capace finalmente di restituire al luogo l’attenzione che merita». Vedremo se dalla Diocesi, nei prossimi giorni, arriveranno novità. —

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