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Dale: «L’arcobaleno della pace, un’opera simbolo di speranza»

Giacomo Bertelli
Dale: «L’arcobaleno della pace, un’opera simbolo di speranza»

L’artista massese espone al castello di Oliveto l’installazione che è entrata nel Guinness dei primati come la più grande al mondo su un edificio fortificato 

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Giacomo Bertelli

CASTELFIORENTINO. Classe 1993, una passione sconfinata fin dall’infanzia per i colori, il disegno e l’immaginazione. È il profilo di Luca Fruzzetti, in arte Dale, che al castello di Oliveto, nel comune di Castelfiorentino, espone una opera che è entrata nel Guinness dei primati come la più grande al mondo su un edificio fortificato. Una opera che è rappresentata dai colori dell’arcobaleno, simbolo di speranza e stupore in un momento di incertezza, come quello che stiamo vivendo dovuto al covid 19. È questo il filo conduttore di Dale, figlio del maestro d’arte, Maurizio Fruzzetti, nato a Massa. Lui sin dall’infanzia respira l’arte e il suo arrivo a Castelfiorentino è motivo di orgoglio per il territorio e anche per lui che vede in questo luogo «un posto magico, legato al Rinascimento, un ponte ideale con la storia contemporanea» . L’opera prende il nome di “The Rainbow of Peace”, una serie di strisce colorate che riceve vari riconoscimenti dalle istituzioni fino ad arrivare al Parlamento europeo. Un’opera che tiene conto di una significativa collaborazione con l’Associazione i colori della Pace che all’interno del castello di Oliveto ha preparato una mostra, legata a questo tema. Nel 2020 divenne anche il simbolo della giornata internazionale della pace 2020 al Colosseo. Le sue opere sono presenti in collezioni private e musei, inoltre hanno preso parte a diverse esposizioni collettive e personali, tra le principali: New York, Abu Dhabi, Dubai, Atene, Bradford, Roma, Milano, Forte dei Marmi, Pisa e Venezia. «Sono da sempre un appassionato di musei ma mai avrei pensato di diventare un professionista. Ho deciso di affiancare la mia crescita personale ad un corso di laurea in psicologia della comunicazione sociale, che mi ha permesso di pensare ad opere che potessero avere un filo conduttore tale da rispecchiare la società contemporanea» spiega Dale. Le sue creazioni infatti sono una fotografia del mondo che stiamo vivendo, le rappresentazioni della realtà. In questo senso la strada della psicologia ha rappresentato un passo importante per arrivare a proporre opere che hanno avuto riconoscimenti importanti ed esposizioni a livello internazionale. «L’anno scorso durante la pandemia, mi sono chiesto cosa potessi fare per avvicinare le persone all’arte, poi mi sono interrogato chiedendomi se stavolta dovesse essere la stessa arte a farsi largo nelle case dei cittadini, bloccati da questa situazione. Ho studiato un tema che permette alle persone di identificarsi. Mi sono ricollegato al tema della pace, vedendo tutti quegli arcobaleni esposti fuori dalle terrazze, ipotizzando di metterli tutti insieme. La pace è un tema universale e di fronte ad un arcobaleno che si genera in un momento di incertezza siamo di fronte ad un momento di diversità ma allo stesso tempo un simbolo universale ed inclusivo. Oltre a questo non bisogna dimenticare l’aspetto relazionale e sociale dell’opera. Ho pensato come i bambini, capaci e sognatori di fronte ad un arcobaleno» conclude l’artista. L’installazione resterà visibile al pubblico fino alla sera di domani, quando l’opera proseguirà nei prossimi giorni il suo percorso espositivo di propedeutica alla pace nei principali luoghi teatro della cultura in Italia e nei principali musei di arte contemporanea del mondo. –

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