Il Tirreno

Empoli

La Procura fa ricorso in appello contro l’assoluzione di Morelli

Matteo Leoni

Il processo per la morte di sara scimmi 

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FIRENZE. Si apre un nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria relativa alla morte di Sara Scimmi, la ragazza di 19 anni travolta e uccisa nella notte del 9 settembre 2018 a Castelfiorentino, mentre camminava sulla strada regionale 429 dopo essere uscita da un locale. La pm titolare delle indagini, Alessandra Falcone, ha presentato ricorso in appello contro la sentenza di assoluzione del camionista cinquantenne di Santa Maria a Monte Milko Morelli. Il 20 ottobre scorso Morelli è stato assolto per non aver commesso il fatto dall'accusa di omicidio colposo stradale, aggravata dalla fuga. Adesso si dovrà celebrare un nuovo processo davanti alla corte di appello del capoluogo toscano. Secondo l'accusa, il camionista guidava oltre il limite di velocità e si sarebbe accorto troppo tardi, a una distanza di circa 30 metri, della ragazza, che prima di essere travolta si sarebbe trovata già stesa a terra al centro della carreggiata. Dopo un tentativo di frenata di circa quattro secondi, il camionista l'avrebbe investita e poi avrebbe proseguito la corsa senza fermarsi .Gli esami eseguiti dai carabinieri del Ris sugli pneumatici del tir avrebbero confermato l'investimento. Interrogato nel corso del processo, l'uomo, assistito dall'avvocato Elisabetta Maccanti, si è difeso dicendo di non essersi accorto di nulla. Il collegio presieduto dal giudice Gaetano Magnelli lo ha assolto ritenendo plausibile che Sara fosse già morta quando fu investita dal mezzo pesante. "Anche se - si legge nella motivazione - la condotta dell'imputato è stata ricostruita in modo concreto e convincente, tuttavia è convinzione del collegio che manca la prova che Sara Scimmi fosse viva quando era distesa sull'asfalto, per cui tutta l'impalcatura accusatoria viene a cadere". Per il giudice, "l'accuratezza delle indagini preliminari non ha dissipato il dubbio sul reale autore della morte della sventurata". Dunque la giovane fu effettivamente investita dal tir, ma sarebbe possibile stabilire oltre ragionevole dubbio che non fosse già senza vita quando fu travolta. Tesi questa contro la quale la pm Falcone ha deciso di presentare ricorso. Sulla morte di Sara Scimmi la procura fiorentina aveva anche aperto un fascicolo per omicidio volontario, poi archiviato dal gip Anna Liguori su richiesta dello stesso pubblico ministero. L'inchiesta era stata avviata per escludere la possibilità che, come ipotizzato anche dai legali della famiglia della ragazza, qualcuno avesse potuto portarla sul luogo dell'investimento, magari dopo averla aggredita. Ma nessuno degli accertamenti investigativi avrebbe dato sostegno a questa ipotesi. —

Matteo Leoni

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