Finanza
Mancuso e Romagnoli, la gioia dei leader
Il trascinatore dell’attacco e il regista della difesa, protagonisti della promozione. «Merito del gruppo e della società»
EMPOLI. 66 gol fatti e 32 reti subite in 36 giornate di campionato. Il calcio, a differenza di altri, è uno sport dove i numeri contano fino a un certo punto, ma a volte sono anche statistiche di questo genere a fotografare e rendere ancor più speciale una delle stagioni più belle della centenaria storia dell'Empoli. Alessio Dionisi ha costruito una macchina praticamente perfetta, dove attacco e difesa si sono amalgamati alla perfezione senza mai lasciare niente al caso. A trascinare in alto le prestazioni di questi due reparti, non ce ne vogliano i loro compagni di squadra, sono stati due degli uomini-simbolo di questo Empoli: Leonardo Mancuso e Simone Romagnoli. Per Mancuso questa è stata la stagione della consacrazione. A 29 anni, nel pieno della maturità tecnico-tattica, il bomber nato a Milano si è caricato sulle spalle spesso e volentieri il peso offensivo di tutta la squadra con un solo obiettivo in mente: conquistare la promozione da protagonista e guadagnarsi sul campo il diritto di mettere per la prima volta piede in Serie A. E come in una sceneggiatura hollywoodiana, il primo gol della partita più importante dell'anno è stato segnato proprio da Mancuso, che con la rete segnata al Cosenza ha toccato quota 20, record personale in una singola stagione tra i cadetti. «La gioia è immensa – dice il numero 7 – Questo risultato arriva da un percorso cominciato la scorsa stagione. Quest'anno abbiamo creato qualcosa di straordinario. È la vittoria di un gruppo che ha lavorato tantissimo per raggiungere gli obiettivi. Solo trovando una squadra così e una società così potevo raggiungere questo traguardo».
Se per Mancuso la prossima stagione in A sarà un debutto, per Romagnoli invece si tratterà di un ritorno nella massima serie, a qualche anno di distanza dalle esperienze vissute con Pescara e Carpi collezionando complessivamente 37 presenze. Il capitano, ritornato in azzurro la scorsa estate dopo la breve parentesi bresciana, è alla quinta promozione in carriera e alla seconda qui a Empoli. Ma se nel 2017/18 il roccioso centrale era stato girato in prestito al Bologna nel mercato di gennaio, stavolta Romagnoli ha messo la sua firma su questa incredibile cavalcata dall'inizio alla fine. Se gli azzurri hanno saputo inanellare ben 14 “clean sheet” gran parte del merito va anche a lui, capace di guidare una difesa arcigna e quasi impenetrabile, come dimostra la media di 0.88 reti subite a gara e gli oltre 400 minuti di imbattibilità tra marzo e aprile. Unico over 30 fino a questo momento all'interno della rosa più giovane di tutta la Serie B (oggi infatti verrà raggiunto nel club dei trentenni azzurri da La Mantia, che festeggia il suo compleanno), Romagnoli ha ricoperto alla perfezione il ruolo della “chioccia” segnando il passo da tenere per sé e per i compagni. «Questa promozione – racconta il difensore classe 1990 – è il frutto di un lavoro quotidiano nel quale abbiamo creduto tutti fin dal primo momento. Il potenziale di questo gruppo lo avevo capito già nelle amichevoli estive. Dopo che se ne è andato via Antonelli sono diventato il capitano per la prima volta in carriera. Sono stato molto aiutato dai ragazzi, che hanno avuto sempre la voglia di mettersi in discussione e faticare tutti i giorni per raggiungere questo risultato». —
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