Proteste
Il popolo azzurro si stacca da Dazn e invade le strade
empoli. Per un giorno il popolo azzurro si è staccato dagli schermi di Dazn, dove è confinato ormai dalla primavera dell’anno scorso causa Covid, con la breve parentesi di quel pareggio a reti bianche col Monza di ottobre, ed è tornato in strada. Non proprio allo stadio perché non si può, ma quasi. Si sono fatti sentire per tutta la partita i tifosi azzurri che si erano dati appuntamento dietro la Maratona dalla parte del Bar Stadio, e alla fine sono stati premiati con quello che si aspettavano, la festa promozione per il ritorno in Serie A dopo appena due stagioni. Eccoli tutti ancora lì, coi bandieroni, i fumogeni, in molti ma non tutti con le mascherine. Non si sono viste le scene di piazza Duomo dopo lo scudetto dell’Inter, qui ci sono altri numeri e le forze dell’ordine hanno controllato che non si superasse il limite. Assembramento inevitabile però quando ci si accalca alle transenne. Ma questo ormai è già storia.
Gli azzurri avevano preparato in anticipo la festa. Sapevano dove trovare i propri tifosi e alla fine della partita sono corsi verso lo spicchio che divide la Maratona dalla Curva Sud, veloci sui gradoni per arrivare sulla balconata che dà sul piazzale. Per primo Romagnoli, accolto dall’immancabile coro “Un capitano, c’è solo un capitano”, poi tutti gli altri. Hanno acceso anche un fumogeno, dando appuntamento ai sostenitori dall’altra parte dello stadio. Oggi non era un giorno da doccia post-partita. Doccia di champagne, semmai, quello stappato pochi minuti dopo per strada, a sinistra della tribuna centrale, dove centinaia di tifosi si sono accalcati alla transenna e hanno atteso l’arrivo dei giocatori, non pochi in mutande. Olivieri e Brignoli i più su di giri, ma anche Bajrami, il primo ad arrivare, ha gettato alle ortiche la sua solita compostezza per gettarsi letteralmente tra le braccia dei tifosi. Poi si è acceso anche un sigaro per festeggiare, mentre partivano i cori e Dionisi, dopo aver dato il “cinque” a tutti i raccattapalle nello stadio, ha fatto lo stesso coi tifosi alle transenne. Domani è un altro giorno, si torna in campo ad allenarsi, oggi c’è spazio solo per la festa. —
P.N.
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