Il Tirreno

Empoli

dopo l’inchiesta choc 

«Le mie verdure non le vogliono più perché coltivo accanto alla 429»

Viola Centi

Lo sfogo di un agricoltore che ha aperto una piccola attività «Questa storia dei veleni distrugge tutto il nostro lavoro»

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Viola Centi

CASTELFIORENTINO. «Per due settimane ho avuto paura a vendere i miei ortaggi, ora ci hanno detto che non ci sono sostanze tossiche, ma la gente non vuole più i nostri prodotti. E per noi è veramente un grande dolore». Simone Alderighi ha una piccola società agricola lungo la strada regionale 429, aperta da due anni con altri due soci. A cento metri, la nuova strada regionale 429, «la massicciata, come la chiamiamo noi«.

La casa è dietro i campi, davanti la strada e il cavalcavia ferroviario, dall’altra parte il Piangrande: in mezzo scorre veloce la 429, per la cui realizzazione sarebbero state utilizzate illegalmente ottomila tonnellate di Keu, il materiale derivato dalla lavorazione degli scarti delle concerie di Santa Croce sull’Arno.

I tre giovani agricoltori hanno deciso di iniziare questa avventura nel 2019, rilevando i terreni del nonno di Alderighi, «e ora dobbiamo vivere con la paura della contaminazione dei terreni e dell’acqua, con i rifiuti tossici a cento metri dai nostri campi». Il danno per ora non è stato importante, ma Alderighi quasi si commuove raccontando la storia di quella terra che sperava diventasse il suo piccolo paradiso.

«Qua prima ancora c’era il mio bisnonno, un mezzadro. Poi il nonno che aveva anche gli animali. Io ci sono cresciuto in campagna. Poi ho fatto l’università, sono un videomaker, il nonno è morto nel 2018, e ho sempre continuato a dargli una mano fino all’ultimo, finché ce l’ha fatta». «Io ho deciso di tornare un po’ alle origini – prosegue – E ora, ci ritroviamo a questo danno enorme, a convivere con i rifiuti tossici sepolti nella strada».

Quella strada, Alderighi e i suoi vicini di casa, l’hanno aspettata per anni, per loro era la salvezza: «Passavano i camion per Castelfiorentino e Certaldo e a noi ci tremavano i muri. Giorno e notte, con il traffico pesante. Quando hanno aperto la nuova strada, per noi è stato bellissimo. Ora, la grande delusione. Un’opera che abbiamo aspettato così tanto, che per noi era un bene, ci potrebbe invece avvelenare. Per due settimane non ho mangiato nemmeno io i miei prodotti, non li ho venduti, mi sono fermato, non volevo far del male ai clienti».

Poi il risultato positivo delle prime analisi dell’acqua fatte da Arpat. Ma le preoccupazioni non sono passate. Anzi.

Qualche giorno fa, Alderighi ha fatto il giro dei negozi che di solito vendono i prodotti dei suoi campi, e a Gambassi, un rivenditore gli ha detto che la gente ha paura delle “verdure della 429”. «Due signore, gli hanno proprio chiesto se gli ortaggi venivano dal lotto V della 429. Tutta questa vicenda rischia di causarci un danno d’immagine enorme, a tutto il territorio».

Simone Alderighi chiede controlli serrati, “ogni anno” ma anche di accelerare i tempi dei carotaggi: «Il Comune di Empoli ci ha detto che non possono fare di più, che c’è l’indagine e i carotaggi dovranno essere chiesti da chi ha in mano l’inchiesta. Ma la procura non avrebbe ancora affidato il compito di fare queste verifiche. Hanno promesso l’acquedotto, almeno i ragazzi del Piangrande hanno ottenuto qualcosa. Intanto i pozzi sembrano puliti, dalle analisi di Arpat non è risultato nulla».

Ufficialmente, sia a Alderighi che ai residenti della frazione di Piangrande, i risultati non sono ancora arrivati. «Avevano detto che ce li avrebbero mandati per mail, ma abbiamo saputo i risultati dai giornali. Ancora non è arrivato niente a noi, di ufficiale».

Uno dei grandi timori di Alderighi e degli aderenti dell’assemblea permanente No Keu è che tutta la vicenda venga dimenticata: «Adesso, visto che non ci sono sostanze tossiche nell’acqua secondo le analisi, abbiamo paura che passi tutto in cavalleria – prosegue ancora Alderighi – Invece serve mantenere alta l’attenzione. Vogliano assicurazione sui controlli periodici dell’acqua, e che siano fatti i carotaggi, perché vogliamo sapere dov’è questo Keu con precisione . Mi rendo conto che poi bonificare non è semplice, che fanno, smontano la strada? Però una soluzione la devono trovare, le Regione, il Comune, chi gli pare. Non possono lasciare tutto così». —

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