Il Tirreno

Empoli

l’associazione sics di empoli 

Il cane in una casa col Covid lo portano fuori i volontari Ma per loro niente vaccino

Marco Sabia
Il cane in una casa col Covid lo portano fuori i volontari Ma per loro niente vaccino

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EMPOLI. Un detto popolare recita che “il cane è il miglior amico dell’uomo”, a dimostrazione del rapporto inscindibile che esiste da migliaia e migliaia di anni fra questo animale a quattro zampe e l’animale...umano. Si stima che in Italia il 27% delle famiglie abbia un cane in casa, quindi quasi una su tre. E anche oggi, nonostante la pandemia in corso, questo rapporto uomo-cane non si è certo spezzato. Chi ha un cane sa quanto quest’ultimo desideri il ritorno del proprio padrone a casa, per due carezze o una semplice passeggiata. Ordinaria amministrazione, in tempi normali. Col Covid di mezzo, invece, è un po’ diverso. Se una persona è positiva e si trova in isolamento oppure è obbligata in quarantena per aver avuto un contatto con qualcuno contagiato, non ha modo di portare fuori il cane a fare una passeggiata. E allora che fare? A Empoli l’onore e l’onere di aiutare questi amici pelosi è nelle mani di una quindicina di volontari del Sics Firenze (Scuola italiana cani da salvataggio), guidati dall’empolese trapiantato a Fucecchio Sandro Petrillo. Hanno un problema: nessuno, sebbene volente o nolente siano a contatto con animali che precedentemente erano magari in collo a persone contagiate, li rassicura su quando potranno essere vaccinati. Usano mille precauzioni: doppia mascherina, visiera, guanti, si portano il guinzaglio; però a volte il cane è diffidente, non si fida subito dell’estraneo, quindi deve essere messo al guinzaglio dal padrone, magari sull’uscio di casa. E non si tratta di azioni estemporanee e rare: da ottobre – inizio della seconda ondata – questi volontari hanno portato “a spasso” più di 60 cani, garantendo una o anche due uscite al giorno. Sempre a loro rischio e pericolo: «Siamo un’associazione di protezione civile – sottolinea Petrillo – ma dalle istituzioni non abbiamo ricevuto niente, nemmeno un pacco di guanti. La gente, invece, si è addirittura fatta avanti per pagarci il vaccino, oltre a metterci a disposizione mascherine, gel e tutti gli altri dispositivi, a dimostrazione del grande cuore degli empolesi e non solo. È allucinante che non si trovi una soluzione, senza contare che anche altre associazioni di volontariato sono ancora scoperte per quanto riguarda il vaccino. Noi quando torniamo a casa abbiamo i nostri problemi: chi ha un familiare disabile, chi uno molto anziano o particolarmente fragile, chi una moglie incinta. Quando si va a soccorrere o ad aiutare qualcuno, la priorità assoluta va all’incolumità del soccorritore. E io, se ad uno dei miei ragazzi dovesse succedere qualcosa, mi sentirei in colpa. Serve una soluzione che interrompa questo silenzio assoluto. So che non dipende dal Comune di Empoli o dalla protezione civile dell’Empolese Valdelsa, però potrebbero fare da pungolo nei confronti della Regione». I cani - dice la scienza - non trasmettono direttamente il virus; però possono far da tramite (magari col pelo) tra le secrezioni di un positivo e le mani (ad esempio) di un volontario. Che anche se prende mille precauzioni, non offre mai il proprio tempo a rischio zero. Il cane -specie se vive in un condominio o dove non c’è comunque uno spazio aperto - soffre il fatto di non poter uscire, anche semplicemente per fare i propri bisogni. I cani di zona hanno la fortuna che in giro ci sono gli “angeli” del Sics ad aiutarli, che in questo caso - per ribaltare il detto di prima - sono “i migliori amici del cane”. —

Marco Sabia

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