Il Tirreno

Empoli

l’inchiesta choc 

Ora spunta il rischio diossina «Vogliamo tutte le verifiche»

Viola Centi
Ora spunta il rischio diossina «Vogliamo tutte le verifiche»

Al vaglio dell’assemblea “Nokeu” un nuovo documento da inviare alle istituzioni Escluso l’affidamento di controlli ai privati: «Abbiamo fiducia nell’Arpat»

29 aprile 2021
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Viola Centi

EMPOLI. Un nuovo documento da inviare alle istituzioni per chiedere controlli, verifiche e cambiamento nella gestione degli appalti pubblici, è al vaglio degli aderenti all'Assemblea permanente 'No keu'. Lo conferma la portavoce, Samuela Marconcini, all'indomani della riunione on line di martedì sera. L'assemblea è sorta in seguito dell'inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Firenze sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta in Toscana, che coinvolge il V lotto della strada regionale 429 dove sarebbero state utilizzate ottomila tonnellate di rifiuti speciali conciari altamente inquinati provenienti dal distretto industriale di Santa Croce sull'Arno. Rifiuti che potrebbero essere contaminanti per acqua e terreno,e lungo la 429, nel territorio comunale di Empoli, molti non hanno allacciamento alla rete idrica, e vanno avanti con i pozzi privati.

«Abbiamo chiesto altri chiarimenti anche sulle possibili sostanze da cercare – dice Marconcini – perché c'è anche il rischio della presenza di diossina». Nelle ultime settimane, i residenti e gli aderenti all'Assemblea, avevano indicato come sostanze da cercare antimonio trivalente, antimonio triossido, cromo esavalente, potassio antimonil tartrato, formaldeide e zirconio (quest'ultimo non tossico), e l'incubo più grande: il cromo esavalente, o cromo 6.

Qualcuno aveva già inviato l'acqua dei pozzi privati a laboratori indipendenti perché non aveva fiducia nell'Arpat, ma ieri c'è stata una presa di posizione da parte dell'assemblea: «Abbiamo deciso di fidarci – dice Marconcini – inizialmente volevamo fare una raccolta fondi per gli esami privati, poi alla luce dell'inchiesta, abbiamo deciso di non farlo. Anzi, pensiamo che questi istituti di controllo debbano essere potenziati e sempre più slegati dalla politica». Pare infatti che siano stati proprio i tecnici di Arpat, dopo dei controlli nel pisano, a segnalare che qualcosa non andava, e far partire almeno una parte dell'inchiesta. L'obiettivo dell'assemblea permanente adesso è allargarsi il più possibile anche ai residenti lungo la 429. Domenica i residenti hanno tra l'altro avuto un colloquio con la sindaca di Empoli, Brenda Barnini, la quale li ha rassicurati sulla costruzione dell'acquedotto in zona.

«Ma non basta – conclude Marconcini – servono carotaggi, controlli che indichino di preciso dove sono i rifiuti, e poi le bonifiche in tempi celeri». —

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