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«Orti con la terra rossa» Si mobilitano anche le famiglie di altre zone
EMPOLI. Non si placano le preoccupazioni dei residenti delle frazioni che si trovano lungo la strada regionale 429. Le ottomila tonnellate di materiali contaminati dal Keu (scarti conciari) e riversati sotto il manto stradale del V lotto della nuova arteria non possono che alimentare l’inquietudine di chi a ridosso di quel tratto abita e ha giardini, orti e pozzi.
Il pericolo di contaminazione, così come riporta l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, è reale e coinvolge un territorio vasto che va da Empoli a Castelfiorentino.
In questi giorni molti residenti si sono rivolti a centri di analisi privati per verificare lo stato delle acque di pozzi e cisterne.
Altri si hanno contattato l’Arpat attraverso l’indirizzo mail e il numero verde messo a disposizione della Regione per effettuare un campionamento gratuito. «Io ho un pozzo a pochi metri dalla nuova 429 – racconta Benedetta Ricciarelli – ho già inviato ad Arpat una mail per chiedere il controllo dell’acqua, ma per ora non ho ricevuto nessuna risposta. È necessario che l’intervento sia tempestivo perché non possiamo attendere settimane per sapere se rischiamo di finire intossicati da questi veleni. Purtroppo finora non c’è stata molta vicinanza da parte delle istituzione e delle autorità nei confronti di noi cittadini».
Al momento la Regione ha dato la possibilità di effettuare verifiche gratuite solo a coloro che hanno pozzi per uso domestico a ridosso del V lotto della strada regionale, cioè tra il Ponte di Candido nel comune di Empoli e la rotatoria in località Belvedere nel comune di Castelfiorentino.
Ma la preoccupazione valica i confini ideali tracciati dalle prime rivelazioni dell’inchiesta e mette in allarme anche coloro che abitano nelle aree limitrofe. È il caso ad esempio dei residenti lungo il IV lotto, che si trova interamente nel comune di Castelfiorentino. Il tratto che rientra nel IV lotto è quello che è stato inaugurato il 19 dicembre scorso.
«Noi ci siamo mobilitati già da alcuni mesi – spiega Rita Disastri – perché ben prima che venisse fuori l’inchiesta avevamo osservato dei fenomeni strani. È capitato, infatti, che i terreni intorno alle nostre abitazioni, che si trovano lungo il quarto lotto della 429, diventassero rossi dopo un acquazzone e sempre più frequentemente abbiamo sentito cattivi odori provenienti dalle acque dei pozzi. Su questi terreni ci sono orti biologici, campi coltivati e giardini e vogliamo sapere se quello che beviamo, che mangiamo e che respiriamo è velenoso».
I sospetti, chiaramente, si sono fatti sempre più pesanti nell’ultima settimana. «Quando hanno cominciato a circolare le notizie dell’inchiesta – prosegue Disastri – abbiamo capito che ciò che avevamo osservato finora poteva essere strettamente legato alla presenza di sostanze tossiche in questa zona».
E conclude: « Non siamo tranquilli ed è necessario che ci si attivi al più presto per accertare l’eventuale contaminazione non solo sul V lotto, ma su tutto il tracciato».
La preoccupazione dunque in tutta la zona è tanta e, allo stesso tempo, la richiesta di risposte certe rispetto all’effettivo stato dei luoghi è pressante. –
Marco Pagli
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