Sicurezza
Soltanto spiragli per i circoli «Occorre una vera ripartenza»
EMPOLI. Spiragli, ma niente di più. Perché i problemi per i tantissimi circoli Arci del territorio rimangono tutti sul tavolo e le aperture decise dal governo dal prossimo lunedì non risolvono la questione centrale per queste realtà, cioè la ripartenza delle attività sociali. I problemi derivano principalmente dal regime discriminatorio rispetto alle altre attività di somministrazione che i circoli hanno subito fino ad un mese fa, quando finalmente hanno potuto accedere alle stesse norme previste per gli altri. Ma anche da un blocco di ogni attività ricreativa che dura ormai dalla fine di ottobre scorso. «Di sicuro le aperture fanno intravedere qualche segnale di lenta ripresa – commenta Chiara Salvadori, presidente del comitato Arci Empolese Valdelsa che conta circa settanta Case del popolo – ma sono poca cosa rispetto alle nubi che si sono addensate in questi mesi e che ancora stanno sopra la nostra testa. Da novembre fino alla fine di marzo i circoli non hanno potuto fare somministrazione né da asporto né con consegna a domicilio e tanto meno hanno potuto aprire in zona gialla fino alle 18. Questo nonostante a tutte le altre attività fosse concesso. Inoltre, finora i nostri circoli hanno avuto accesso a fondi nettamente minori a quelli messi a disposizione delle attività commerciali. Il punto è che l’associazionismo sembra avere nelle decisioni che vengono prese un ruolo secondario, di sicuro non centrale». Nel frattempo il cuore pulsante delle Case del popolo - quell’attività sociale, culturale e ricreativa che è la ragion d’essere di questi luoghi - rimane ancora spento. «La nostra missione è quella – prosegue Salvadori – da mesi ormai non è più possibile esercitarla. E non si intravedono all’orizzonte speranze in questo senso: non esiste una pianificazione sulla ripartenza, non si discute di regole e protocolli. A questo punto dove sarà possibile si tenterà di riavviare la somministrazione all’aperto per coprire almeno parte delle spese da sostenere. E nel frattempo continueremo a stare a fianco dei nostri consigli e dei nostri presidi affinché si rimetta il loro ruolo al centro delle comunità: non ci siamo arresi fino ad oggi e non ci arrenderemo adesso». —
M.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
