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le nuove regole 

Ristoratori perplessi sulle riaperture: «Inutili per chi ha solo tavoli all’interno»

Marco Pagli
Ristoratori perplessi sulle riaperture: «Inutili per chi ha solo tavoli all’interno»

Il titolare del “Bianconi” a Empoli: «Col coprifuoco fino alle 22 diventerebbe molto complessa anche l’organizzazione della cena»

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Empoli. La decisione del governo di anticipare le aperture di bar e ristoranti al 26 aprile, stringendo però le norme con il divieto di accogliere i clienti all’interno dei locali e mantenendo il coprifuoco alle 22, non infiamma gli animi dei ristoratori del territorio. Anzi, se molti rimangono perplessi, alcuni decidono proprio di non riaprire. La mancanza di spazi all’aperto e le incognite della stagione, infatti, pesano e frenano ogni entusiasmo. «Io non ho intenzione di riaprire, almeno per ora – esordisce Francesco Di Benedetto, titolare del ristorante “La Ghiotta” di Empoli, che lunedì era presenta alla manifestazione che si è tenuta sull’A1 – chi viene a mangiare se fa freddo e come la mettiamo con la spesa? Io poi, nel caso in cui rinnovino i permessi per occupazione di suolo pubblico, potrò contare su un piccolo spazio solo dalle 18 alle 22. E per pranzo come faccio? Mi sembra l’ennesima decisione presa senza considerare le effettive necessità di chi lavora in questo settore, che da ottobre ormai è fermo e senza aiuti. Non ce la facciamo più e queste riaperture non risolvono niente». Chi vive la nuova normativa come una vera e propria beffa è Alessio Parri, titolare del ristorante “Bianconi” lungo la Toscoromagnola. Uno spazio enorme all’interno, ma pochissimi tavoli all’esterno. «Stiamo ancora attendendo il decreto – spiega –- ma da quello che hanno detto finora gli spazi al chiuso non possono essere utilizzati, anche se i tavoli fossero distanziati. Mentre viene mantenuto il coprifuoco fino alle 22, cosa che renderebbe molto complessa l’organizzazione della cena. Il nostro ristorante ha uno spazio molto grande all’interno, ma di fatto al momento è inutile. Per sfruttare la porzione all’esterno dovremmo fare degli investimenti e poi comunque si tratta di pochi coperti. Non è sostenibile questo, specie perché in questo modo si creano delle forti disparità tra ristoratori sulla base di un criterio che esclude la metà di loro dalla possibilità di lavorare. Sarebbe stato meglio attendere un altro mese e poi arrivare a delle aperture con meno restrizioni, sulla base anche di quello che è avvenuto lo scorso anno».

Più possibilista - seppure il locale non disponga di alcuno spazio proprio all’esterno perché situato in una delle vie più strette del centro di Empoli - è Giovanni Avano il titolare del ristorante “20 Posti” di via delle Murina. «Ho contattato il Comune per chiedere più spazio sulla strada dove mettere dei tavolini –– afferma Avano –- lo scorso anno mi era stato dato il permesso per tre tavoli, ma senza la possibilità di apparecchiare dentro sono troppo pochi. Per far fronte al freddo metterò ombrelloni contro la pioggia e funghi per scaldare l’atmosfera. Di sicuro proverò ad aprire perché ho già investito per ordinare le materie prime per il nuovo menù. Purtroppo nell’ultimo periodo l’attività da asporto e a domicilio è molto calata rispetto ai mesi precedenti ed è diventato più costoso trovare anche le forniture, come le vaschette da asporto. Le aperture sono l’unica soluzione». —

 

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