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Rotary contro il bullismo lezioni online a 3.000 studenti

Rotary contro il bullismo lezioni online a 3.000 studenti

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CERTALDO. La conoscenza è, come sempre, il primo passo verso la prevenzione. “La mia scuola è debullizzata” è una iniziativa ideata dai Rotary Club Valdelsa e Alta Valdelsa. Il progetto mira ad aumentare la consapevolezza generale nei bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, con l’obiettivo finale di prevenire atti di bullismo e cyberbullismo e ridurre quella maggioranza silenziosa che tende a tollerare. L’iniziativa, co-finanziato dal Distretto Rotary della Toscana (2071), è stata realizzata da Sara Ginanneschi, psicologa del centro pediatrico “L’Isola di Bau” di Certaldo e che da tempo si occupa di queste problematiche e di adolescenza. Oltre trenta ore di lezione online sono state condivise con circa 3000 allievi in oltre 36 classi provenienti da 8 istituti scolastici distribuiti su un territorio esteso dalle porte di Empoli a quelle di Siena, corrispondente alle comunità affidate dal Rotary International ai due Rotary Club limitrofi.

L’iniziativa sul bullismo è stata accolta con entusiasmo da allievi e insegnanti. La chiusura del progetto è stata presentata dai presidenti Niccolò Mucerino Bucalossi del Rotary Valdelsa e da Giovanni Di Maggio del Rotary Alta Valdelsa.

Le statistiche del bullismo e cyberbullismo sono impressionanti – è stato spiegato – Circa 13% (260 milioni) di ragazzi e adolescenti nel mondo sono vittime di qualche forma di bullismo, 20% in Italia nella fascia di età 11-17 anni e una volta e mezzo più ragazze vittime di cyberbullismo rispetto ai coetanei maschi (7, 1% contro 4, 6%). Il cyberbullismo colpisce il 12% dei ragazzi e l’11% delle vittime ha pensato al suicidio, secondo i dati di un’indagine condotta su diecimila ragazzi e ragazze fra 12 e 18 anni (Skuola. net, Università di Firenze e Università La Sapienza di Roma)». «Circa 40% dei ragazzi e ragazze vittime di bullismo si confida nell’ambito scolastico piuttosto che in famiglia – si spiega ancora – Il compito della dottoressa Ginanneschi è stato ostacolato dalla pandemia. Ciò comunque ha permesso di sapere che la maggioranza dei ragazzi della secondaria di primo grado non si rivolgerebbe come primi referenti a genitori e famiglia; di comprendere che per i ragazzi il mondo virtuale non sembra avere né regole né conseguenze sul mondo reale; di apprendere che, nei ragazzi e anche nei più piccoli, l’associazione bullismo-rischio di suicidio è ben chiara». –

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