Il Tirreno

Empoli

sul nuovo punto vaccinale 

L’Avis protesta per la scelta del capannone alla Sesa

D. D.
L’Avis protesta per la scelta del capannone alla Sesa

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EMPOLI. L’Avis di Empoli protesta sulla questione del nuovo centro vaccinale che verrà allestito al polo tecnologico di Villanova, in uno dei locali messi a disposizione dal Gruppo Sesa. Il presidente dell’associazione, Luciano Ramazzotti, vuole infatti esprimere il proprio rammarico per la gestione di una situazione «fatta nel più assoluto silenzio», come spiega lui stesso.

Manca infatti ancora l’ufficialità seppure la decisione è già stata presa. Infatti, alla fine, i donatori di sangue di via Guido Rossa a Serravalle non hanno avuto nessuna comunicazione a riguardo. I locali erano stati visitati dai dirigenti dell’Asl e inseriti tra i punti papabili dove eseguire le vaccinazioni contro il coronavirus. Il fatto che la decisione non sia stata comunicata ma sia già effettiva non è piaciuto ai volontari: «Nessuno ci ha formalmente comunicato che la sede Avis non sia idonea – spiega ancora il presidente Ramazzotti – non ci sono arrivate né una telefonata, né due righe scritte». E aggiunge: «Abbiamo appreso tutto solo leggendo gli articoli. La nostra associazione conta 1. 400 donatori e non è giusto essere stati scavalcati così, ci sentiamo esclusi. Una cosa che farò sarà chiamare Franco Doni, direttore della Società della Salute, per capire come sta la situazione. Ho chiesto anche ai medici di famiglia e anche loro non avevano avuto informazioni».

A ogni modo, l’Avis non intende restare alla finestra e, avendo sperato di essere stata scelta come uno dei punti della nascente rete per la somministrazione dei vaccini, prova di nuovo a fare valere le proprie ragioni.

«La nostra associazione non ne fa assolutamente una questione economica, ma di servizio – prosegue Ramazzotti – noi abbiamo la fortuna di essere in una zona tranquilla come quella di Serravalle, dotata di parcheggi e vicina a molte persone. Questo non accade invece a Villanova, lontana dal centro abitato. Potevamo fare un punto vaccinale anche qui, non era necessario spostarsi così lontano».

Ecco dunque il rilancio: «Mettiamo a disposizione gratis la sede – conclude il presidente – non ci sono problemi, pur di dare un aiuto alla cittadinanza. Ci sentiamo responsabili e in dovere di offrire questo servizio». –

D. D.

© RIPRODUZIONE RISE

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