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Empoli

Carciofi col cuore nero: gravi danni per il gelo, agricoltori in ginocchio

Marco Pagli
Daniele Ciafardini, giovane agricoltore empolese titolare dell’azienda agricola “La Vacchereccia” che ha sede nella frazione di Monterappoli (foto Carlo Sestini)
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Daniele Ciafardini, giovane agricoltore empolese titolare dell’azienda agricola “La Vacchereccia” che ha sede nella frazione di Monterappoli (foto Carlo Sestini)

Empoli, il dramma si è consumato in un notte. È bastata una gelata improvvisa in questo inizio di primavera per mettere in crisi l’intera produzione di uno dei prodotti tipici del territorio: il carciofo

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EMPOLI. Il dramma si è consumato in un notte. È bastata una gelata improvvisa in questo inizio di primavera per mettere in crisi l’intera produzione di uno dei prodotti tipici del territorio: il carciofo. La scorsa notte le temperature sono andate sotto lo zero, danneggiando irreparabilmente migliaia di prodotti pronti per essere commercializzati. Le prime stime indicano una perdita di circa due terzi della produzione. Ne sa qualcosa Daniele Ciafardini, giovane agricoltore empolese titolare dell’azienda agricola “La Vacchereccia” che ha sede nella frazione di Monterappoli.

«È un disastro – racconta il 27enne agricoltore tra i pochi a portare avanti a tradizione del “carciofo empolese” – dopo i ritardi legati alla scarsità di pioggia delle ultime settimane eravamo pronti a raccogliere i carciofi e a metterli in commercio. Gli ordini erano tanti, ma a questo punto non so quanti ne potremo portare a termine. Dovremo valutare meglio nei prossimi giorni, ma ad un primo bilancio è andato in fumo il 65% della produzione: oltre 4.500 carciofi su un totale di circa 7mila».

Un risveglio amaro sotto tutti i punti di vista, dopo il brusco calo delle temperature degli ultimi due giorni. «Inizialmente non sembrava che la gelata avesse avuto un impatto così devastante – prosegue – le piante erano accasciate, ma non sembravano bruciate dal freddo. Poi però ci siamo resi conto che all’interno i carciofi erano letteralmente congelati. Il lavoro di mesi perso in una notte». Una situazione analoga a quella di un’altra azienda agricola specializzata in carciofi, la “Maroni Dino” di Certaldo che è la principale fornitrice della “Sagra del carciofo empolese”. «Abbiamo sei ettari di piantagione – racconta Roberto Maroni, figlio del fondatore Dino – e produciamo in media 30mila carciofi a stagione. L’evento di ieri notte ha provocato la perdita di due terzi dell’intero raccolto. C’è da dire che le premesse non erano state buone. Tra gennaio e febbraio, infatti, avevamo avuto troppa acqua e le piante avevano rischiato di andare in asfissia. Poi era arrivata una siccità durata per quasi due mesi. Ma le piante, seppure essendo rimaste piccole, erano riuscite comunque ad essere produttive. Fino a mercoledì sera. I carciofi che erano già venuti fuori sono praticamente invendibili perché sono congelati e all’interno sono neri. Speriamo almeno di poter raccogliere quelli più piccoli, che dovevano ancora crescere». Ma oltre al danno per gli agricoltori del territorio rischia di arrivare anche la beffa. «La legge prevede che sulle colture su cui si può fare un’assicurazione privata, tra cui c’è il carciofo – spiega Maroni – non sono previsti contributi pubblici in caso di calamità naturali. A meno che il danno non abbia interessato almeno il 35% dell’intera produzione agricola locale. Noi abbiamo già allertato le associazioni di categoria e speriamo almeno di poter recuperare qualcosa, ma non è detto che avverrà». Dal canto loro le istituzioni hanno già manifestato la loro vicinanza al settore. In un comunicato il sindaco di Montespertoli e delegato all’agricoltura dell’Unione dei Comuni, Alessio Mugnaini, ha fornito le prime rassicurazioni alle tante aziende agricole che ancora sono in attesa dei premi assicurativi per gli eventi atmosferici del 2020 e che continuano a scontare le difficoltà di mercato legate alle restrizioni per Covid. «Non possiamo che stare vicini ai produttori – spiega – e sostenerli in questo momento offrendo tutta la disponibilità a farci portavoce con gli enti ». —

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