Il Tirreno

Empoli

Le vaccinazioni in farmacia? In teoria sì. Restano però da sciogliere tanti dubbi

La dottoressa Raffaella Checcacci della farmacia “Colatorti” di Empoli (foto Carlo Sestini)
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La dottoressa Raffaella Checcacci della farmacia “Colatorti” di Empoli (foto Carlo Sestini)

Empoli, i farmacisti sono alle prese con varie incognite: da uno spazio adeguato a un medico presente alla somministrazione

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EMPOLI. Vaccini anticovid in farmacia? È presto per parlarne, ma l'eco mediatica che si è sviluppata su questo tema è stata talmente vasta da far credere a molti cittadini che questa opportunità fosse già possibile. Le farmacie di Empoli e del territorio sono ogni giorno oggetto di chiamate da parte dell'utenza che chiede informazioni ma anche pretende la prenotazione di un servizio che ancora non c'è. In ogni caso emerge un'adesione forte delle strutture presenti sul territorio che si preparano a questa opportunità, al momento però non immediata.
«La Regione ci ha chiesto la disponibilità per aderire alla loro campagna – fa sapere Raffaella Checcacci della “Colatorti” di Empoli – ma ci sono molti aspetti da chiarire. Ci sono per esempio le responsabilità, essendo anche noi adesso considerati operatori sanitari, fatto per cui siamo stati vaccinati. Ci sono online i corsi da seguire dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Utifar, quindi come teoria siamo pronti. C'è da capire il come: in Liguria sono partiti con il medico presente, ritengo opportuno che accada anche qua, anche con un professionista in pensione, o almeno il mezzo del 118 presente». È anche una questione di spazi da gestire: «Noi abbiamo una stanza approvata anche dall'Asl da utilizzare – prosegue la farmacista – avrei però difficoltà nel trovare un punto dove i pazienti possano sostare nei 15 minuti successivi alla somministrazione. Noi comunque aderiamo più che volentieri».

«In altri Paesi europei e negli Usa da anni i farmacisti somministrano vaccini – spiega Gianluca Raneo della “Zito” di Sovigliana – il fatto che ci sia obbligatoriamente un medico presente è tutto da vedere. Nel secondo dei due corsi dell'Iss viene insegnato come fare a gestire le situazioni critiche. Io li seguirò prossimamente, ma al momento c'è un accordo quadro che deve essere ratificato dalle singole Regioni. Il fatto che l'utenza ci chiami è una costante: ci chiedono di prenotare perché lo hanno sentito in televisione. Vedremo il protocollo e organizzeremo questo servizio per la comunità altrimenti non se ne esce più». «La deroga c'è, ma noi dobbiamo conseguire un attestato per vaccinare – sono le parole di Valentina Brianzi della “Nova” di Montespertoli – i corsi li faremo questo mese e a settembre. Siamo una farmacia piccola, in 40 metri quadri non possiamo garantire la sicurezza totale. Faremo come adesso con i tamponi rapidi che facciamo in un gazebo all'esterno. Le richieste sono tante».
Lorenzo Medri dell'omonima farmacia di Limite sull'Arno è nel consiglio direttivo dell'ordine provinciale: «Noi non siamo autorizzati a fare iniezioni né diagnosi – conclude – in caso di fattori di rischio l'accordo quadro dice di rinviare al medico curante. Il problema sarà spiegarlo a chi è in fila. In Toscana finora il problema era la mancanza di dosi più che di operatori. La categoria sta rispondendo bene come è successo da una settimana con i test rapidi, ma ci sono tanti annunci che ancora non hanno applicazione pratica». —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA

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