Il Tirreno

Empoli

le celebrazioni ai tempi del virus 

Sarà una Pasqua con le chiese aperte ma con posti distanziati per sicurezza

Daniele Dei
Sarà una Pasqua con le chiese aperte ma con posti distanziati per sicurezza

Don Guido Engels: «La zona rossa permette ai fedeli di essere presenti, grazie anche all'accordo tra lo Stato e le Diocesi»

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Daniele Dei

EMPOLI. Una Pasqua con le chiese aperte, ma con posti distanziati. La Collegiata di Sant'Andrea a Empoli si sta preparando alle funzioni principali della Settimana Santa con grande impegno, considerato anche come, per via del distanziamento sociale per prevenire il Covid-19, vengono organizzate più messe in contemporanea in luoghi diversi, proprio per dare maggiormente risposta ai fedeli. Il proposto don Guido Engels e i sacerdoti che lo assistono hanno comunque predisposto tutto affinché le liturgie si possano tenere con tutte le precauzioni del caso. «Lo scorso anno la chiusura totale impedì la presenza alle celebrazioni – fa sapere il sacerdote – stavolta mi preme ricordare come la “zona rossa” permetta ai fedeli di essere presenti, grazie anche all'accordo tra lo Stato e le Diocesi. Il problema si pone sulla questione delle distanze: ci sono parrocchie più fortunate come Santa Maria a Ripa in cui, avendo il chiostro, si posso aggiungere fedeli ai 70 che possono stare dentro la chiesa. Ma non tutte hanno la possibilità di sfruttare ambienti aggiuntivi». Nel centro storico di Empoli la soluzione trovata è stata quella di utilizzare sia la Collegiata che Santo Stefano degli Agostiniani: nella prima ci vanno 130 persone, nella seconda 90. «Offriamo un numero abbastanza alto di posti per chi vorrà esserci – spiega Don Engels – in Collegiata potevamo arrivare a 150 ma abbiamo preferito la linea della cautela. La questione è che ci sono molte persone che dicono di non voler venire in chiesa temendo di non trovare posto. Io invito a superare questo scoraggiamento e le difficoltà: la pandemia non va affrontata solo da un punto di vista medico, ma anche sotto l'aspetto psicologico e spirituale. Se la persona resta a casa con la paura e non si risolleva da una depressione il rischio è che poi manchino davvero le forze per farlo. Nella prudenza spero che i fedeli vengano nelle nostre chiese e partecipino, “rischiando” anche di non trovare posto. Fortunatamente abbiamo queste due chiese molto belle e vicine che ci permettono di poterci dividere e celebrare funzioni in contemporanea». Tra le novità di quest'anno indotte dalla pandemia c'è quella di una “maratona liturgica” che si terrà sia per Giovedì che per Venerdì Santo: infatti le funzioni del pomeriggio e della sera verranno celebrate una in fila all'altra iniziando alle 18.30 e proseguendo alle 20. Il primo aprile ci sarà l'adorazione eucaristica individuale, il giorno dopo la Via Crucis sempre all'interno della chiesa in cui si sposterà solo il sacerdote. In pratica, chi officerà la messa al termine di quella delle 18.30 farà una breve sosta per cambiarsi gli abiti liturgici e avviare la funzione successiva con conclusione entro le 21.45, prima del “coprifuoco”. Per il sabato di Pasqua la veglia sarà anticipata alle 18, sempre con l'obiettivo di terminare prima delle 22. Domenica invece sono previste due funzioni “doppie” e in contemporanea, alle 10.30 e alle 18.30, sia in Collegiata che in Santo Stefano degli Agostiniani. «Per dare la possibilità a più persone di venire a messa – conclude don Guido Engels – la mattina di Pasqua faremo anche una funzione per i gruppi neocatecumenali in modo tale da avere più posti per le liturgie successive. I fedeli resteranno al loro posto, sarà il parroco a spostarsi per esempio per la benedizione delle uova, come accaduto domenica per i ramoscelli di olivo». Rispetto allo scorso anno, la messa non sarà celebrata in streaming, anche per incoraggiare le persone alla presenza. —

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