Gioco
Addio al maestro Pietrzak Una vita dedicata al ballo
L’insegnante aveva 84 anni e aveva le radici in Polonia. Insieme a Michela Masi è stato a lungo direttore artistico della scuola di danza Zephir di Sovigliana
Marco Pagli
VINCI. Si è spento alla soglia di 84 anni nell’ospedale della sua città natale Bialystok, nella Polonia orientale. Janusz Pietrzak, per quasi vent’anni direttore artistico insieme a Michela Masi della scuola di danza Zephir di Sovigliana, se n’è andato lasciando nel dolore un’intera comunità. Un uomo di danza, che al ballo aveva dedicato l’intera vita e che nella sua esperienza empolese aveva contribuito a lanciare giovani promettenti nei principali teatri d’Europa. «La notizia della sua morte ci riempie di dolore – racconta Michela Masi, tutt’ora direttrice della scuola Zephir, affiancata fino a due anni fa da Janusz Pietrzak –- per venti anni avevamo lavorato fianco a fianco e mi ha lasciato tantissimo. Era prima di tutto un artista, che amava la danza più di ogni altra cosa. Ma sapeva anche trasmettere questo amore ai suoi allievi, facendoli crescere e preparandoli per la professione. In questo era un altruista: se vedeva un talento lo coltivava per lanciarlo nei teatri più importanti e non lo tratteneva per il proprio tornaconto. Un puro, rigido, schietto ed esigente. Con gli altri e con se stesso: anche negli ultimi anni di lavoro continuava a studiare sui suoi libri di danza in russo e si teneva aggiornato sui programmi dei teatri di tutto il mondo. Perdiamo un maestro come non ne esisteranno più». Sono centinaia gli allievi che negli anni della sua direzione sono passati dalla scuola di danza di Sovigliana e che alla sua esperienza e preparazione hanno affidato i loro sogni. Un maestro d’altri tempi, che dello studio e dell’applicazione aveva fatto il suo credo. Un preparatore in grado di riconoscere il talento e di farlo sbocciare. Come quello di Gabriele Lucci, che nel 2009 partì da Empoli per partecipare ad un concorso in Polonia attraverso il quale ha potuto calcare i parquet di mezzo mondo e consacrarsi all’Accademia Teatro alla Scala di Milano. O Niccolò Masini, affermato ballerino del Teatro di Salisburgo, e Simone Michelucci, entrato all’Accademia nazionale di danza di Roma. L’ultima giovane stella passata dalla “palestra” di Janusz Pietrzak si chiama Lorenzo Poggianti. Appena tredicenne - era il maggio del 2017 - era stato ammesso anche lui all’Accademia Teatro alla Scala e il prossimo anno si diplomerà. I sogni dei suoi allievi erano il carburante che aveva continuato ad alimentare la vita del maestro polacco. «Diceva che la qualità era il requisito fondamentale per stare in questo mondo – prosegue Michela Masi – e praticava l’arte per l’arte. Amava davvero quello che faceva, tanto che non aveva mai lasciato la danza. Nemmeno dopo una carriera brillante che lo aveva portato a calcare i principali palcoscenici d’Europa». Cresciuto artisticamente nella sua Polonia, aveva lavorato in Russia, Francia, Svizzera, Italia. Qui era arrivato nel 1966 ed era rimasto dopo aver riposto le scarpette da punta. Aveva aperto scuole di danza in diverse città. L’ultima a Firenze, prima di approdare alla Zephir nel 2001. Un’esperienza lunghissima, quella vissuta nella scuola di Sovigliana, durata fino a due anni fa, quando aveva deciso di ritirarsi e di tornare nella casa natale. Le esequie si terranno martedì 30 marzo nella sua Bialystok. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
